Assunzioni in Comune, Lega Nord: «Favoriti gli extracomunitari»

11.07 - Massimiliano Fedriga e Pierpaolo Roberti: «Il centrosinistra alla guida del Comune di Trieste non tutela i suoi cittadini»

«Il centrosinistra alla guida del Comune di Trieste non tutela i suoi cittadini e favorisce l’accesso ai posti di lavoro presso le pubbliche amministrazioni di uomini e donne con residenza extra Ue». Il capogruppo della Lega Nord alla Camera Massimiliano Fedriga e il segretario provinciale del Carroccio Pierpaolo Roberti intervengono sulla questione degli educatori precari del Comune di Trieste e sulla nuova normativa regionale, che apre le porte all’assunzione di forza lavoro extracomunitaria.

«Dopo il blocco all’assunzione a tempo determinato di personale all’Area Educazione del capoluogo giuliano decretato dalla Corte Costituzionale, che ha messo a repentaglio il futuro lavorativo di quasi 360 persone, l’assessore Grim si vanta di aver raggiunto un accordo con la Regione e il Governo per sanare l’incresciosa situazione venutasi a creare».

«Ciò che Grim non dice però - affondano il colpo Fedriga e Roberti - è che il testo della legge regionale che permetterà l’emissione di un bando di selezione per il personale destinato agli asili nido, alle scuole dell’infanzia e ai ricreatori comunali non è strutturato in maniera tale da garantire una priorità ai suddetti precari e nemmeno una benché minima tutela in favore dei cittadini di Trieste o del Friuli Venezia Giulia».

«Con il recepimento del dettato dell’articolo 7 della legge 97/2013 - spiegano i due esponenti leghisti - il Comune offrirà infatti la possibilità di ottenere il posto anche agli extracomunitari titolari di un permesso di soggiorno pur solo temporaneo». «Ciò significa non solo lavarsi le mani del destino della nostra gente, ma addirittura regalare un impiego a chi non ha legami con il territorio e potrebbe fin essere costretto ad abbandonarlo alla scadenza del citato permesso di soggiorno».

«La Lega in tal senso è sempre stata molto chiara: priorità alla nostra gente e blocco alla partecipazione degli extracomunitari ai concorsi pubblici. Un principio talmente condiviso da aver portato, in occasione delle petizioni referendarie, alla raccolta di oltre 3 milioni di firme di cittadini stufi di vedersi superare dagli ultimi arrivati, in barba alla diffusa povertà e a tassi di disoccupazione senza precedenti. Per questi motivi - concludono Fedriga e Roberti - riteniamo la manovra Serracchiani-Grim assolutamente inaccettabile e chiediamo l’immediata rimozione dal bando della clausola pro immigrati».

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