Autonomie, il ministro Boccia: "Autonomia differenziata è lotta alle disuguaglianze"

Visita del ministro a Trieste. Fedriga: "Iniziare percorso per nuovo patto finanziario ed eliminare disparità con altre regioni a statuto speciale". Boccia: "Legge consentirà l'utilizzo di molti fondi d'investimento per aree in ritardo di sviluppo"

"Il Friuli Venezia Giulia è la Regione che versa allo stato la quota più alta in termini di percentuale di bilancio, le altre Regioni a Statuto speciale si attestano su percentuali sensibilmente inferiori. Si tratta di superare una condizione di disparità". Lo ha dichiarato il presidente del FVG Massimiliano Fedriga in occasione dell'incontro odierno a Trieste con il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia. Una disparità, ha sottolineato Fedriga, che che è stata ridotta grazie alla firma dell'ultimo patto, che "ha portato a un risparmio per la Regione di 843 milioni di euro in tre anni". Tuttavia, sottolinea il governatore "ho chiesto al ministro, in virtù del virtuoso bilancio della Regione, di intraprendere un percorso che porti a sottoscrivere per il triennio 2021-23 di un nuovo accordo con lo Stato per armonizzare ulteriormente la posizione del Friuli Venezia Giulia a quella delle altre Regioni a Statuto speciale".

Nell'incontro sono strati affrontati anche alcuni dossier relativi al rapporto tra Stato e Regione, tra cui quello che riguarda il trasferimento di determinati beni demaniali agli Enti locali e all'Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia, e il ministro ha garantito un impegno in tal senso. 

Boccia ha inoltre illustrato le linee guida della futura la legge quadro sull'autonomia differenziata: "io scrivo autonomia ma intendo lotta alle disuguaglianze, che ci sono in tutto il paese, non solo tra nord e sud ma anche tra nord e nord. Mi riferisco alle aree in ritardo di sviluppo: alle aree interne e quelle di montagna, e in FVG ci sono moltissimi comuni sotto i 5mila abitanti. La legge consentirà l'utilizzo di molti fondi d'investimento tra cui quello sulle infrastrutture, con il MEF, il MISE e i fondi della presidenza del Consiglio". Le aree in ritardo di sviluppo, ha specificato il ministro, "aumentano anche al Nord e questo è preoccupante perché molti comuni si stanno spopolando, rimangono solo gli anziani e non i giovani. Per farli rimanere dobbiamo fare interventi infrastrutturali e lo stato deve aiutare le Regioni in questo senso”.

Trattato anche il tema dell'ufficio scolastico, ossia delle competenze in materia di beni culturali e di istruzione. Il ministro ha riferito che gli spazi di autonomia regionale saranno limitati: “Sui concorsi dei docenti vale il principio per cui la scuola è dello Stato ed è giusto che sia così. Stiamo tuttavia lavorando col ministro Fioramonti per dare autonomia di scelta su alcuni aspetti quali il numero minimo di studenti per classe".

Dopo aver chiarito la questione relativa alla legge impugnata dallo Stato nel primo giorno d'insediamento del governo giallorosso (iniziativa del precedente governo, a quel punto ormai avviata), Boccia ha espresso la volontà di organizzare un confronto con i governatori della Regioni autonome per affrontare in maniera organica tutte le questioni aperte, tra le quali l'abbattimento del numero di contenziosi che riguardano la produzione normativa delle Regioni con il proposito di arrivare a una riduzione del 50 per cento.

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Con l'autonomia differenziata, ha poi concluso Boccia, le Regioni a Statuto ordinario "non diventeranno Regioni a Statuto speciale, come 'scolpito' nela costituzione". Saranno tuttavia concesse "molte più competenze amministrative alle Regioni a Statuto ordinario, ma la distinzione sarà molto netta e chiara" e la volontà è quella di "rispettate le decisioni popolari, come in Lombardia e Veneto".

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