Biciclette, Fiab: «No alla chiusura per le bici delle aree pedonali»

«Sarebbe un colpo durissimo al cicloturismo in espansione, meglio campagna di sensibilizzazione sulla convivenza ciclisti-pedoni»

Fiab Trieste Ulisse si oppone alla mozione del consigliere comunale Antonio Lippolis (Ln) che prevede di vietare la circolazione delle bici nelle aree pedonali, come invece concesso dall'articolo 3 del Codice della Strada, «Non è stata data alcuna motivazione - fa notare la Fiab -, tanto più che le linee programmatiche del Sindaco Dipiazza approvate dal Consiglio comunale di Trieste il 13 luglio 2016 dicono che "va dato atto che lo sviluppo della mobilità ciclabile, avendo come obiettivo a medio termine un 10% degli spostamenti urbani,  può portare numerose ricadute positive alla nostra città: meno smog, meno traffico, più facilità di parcheggio per chi si muove in auto, un economia più forte grazie al rilancio del commercio locale e del turismo"».

«Le diffuse aree pedonali di Trieste - continua la nota del Fiab - sono, per il momento, gli unici spazi dove si può pedalare in sicurezza vista la quasi totale assenza di piste ciclabili. L'approvazione della mozione sarebbe un colpo durissimo alla ciclabilità e al suo sviluppo e avrebbe forti ricadute negative anche sul cicloturismo in questi anni in forte espansione. Per questo FIAB Trieste Ulisse si dichiara fortemente contraria alla chiusura, anche parziale, delle aree pedonali e chiede a tutti i consiglieri di maggioranza ed opposizione di rigettarla. Come già scritto è il Codice della Strada a consentire la circolazione dei velocipedi nelle aree pedonali, prevedendo in situazioni di forte presenza di pedoni di scendere dalla bicicletta e quindi basta solo applicarlo».
 
«Fiab Trieste Ulisse ritiene più opportuna una campagna di sensibilizzazione per favorire la convivenza civile tra ciclisti e pedoni ritenendo che forme penalizzanti come quella della mozione non rispondano agli interessi di nessuno, in primis a quella di una città che vuole diventare moderna  e attenta alla salute dei suoi cittadini». 

E iniziata anche una raccolta firme per chiedere di rigettare questa mozione.

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