Bilancio, Fileti (Pd): «Le circoscrizioni dicono no»

«Riguardo i 3,5 milioni di entrata per la tassa di soggiorno, non c’è una spesa in uscita per il turismo. Sembra un'abile mossa contabile per far chiudere il bilancio artatamente in pareggio»

Foto di repertorio

«Con un voto quasi unanime, la grande maggioranza delle Circoscrizioni di Trieste ha espresso parere negativo sul bilancio comunale 2018-2020». Lo dichiara il coordinatore dei circoscrizionali Pd Alberto Fileti, in seguito all'approvazione del bilancio in consiglio comunale: «Ben 5 Consigli su 7, infatti, hanno sollevato diverse obiezioni legate al fatto che il Comune non abbia fatto proprie le loro richieste a proposito d’interventi necessari per il territorio, anche non specificando l’indirizzo degli stanziamenti in modo preciso.

«Non sono mancati infatti - continua Fileti - i problemi di un bilancio che si è dedicato molto all’ordinaria manutenzione, pur sempre benvenuta necessaria di anno in anno, senza però puntare ad alcun progetto di crescita e sviluppo della città al di là del Porto Vecchio o ESOF2020 i cui finanziamenti sono sempre esterni al Comune sperando che non si vadano a intaccare ulteriormente le azioni Hera tra l’altro usate per ridurre il debito e non generare nuovo patrimonio. Un modo per farsi belli con i fondi degli altri?»

Secondo l'esponente del Pd «La vendita di azioni Hera è stata peraltro pesantemente rinfacciata dalla stessa maggioranza attuale alla Giunta Cosolini quando oggi la Giunta Dipiazza ne fa un uso massiccio e decisamente disinvolto, supportata da tutto il centrodestra. Si vendono, infatti, 7,5 milioni di azioni Hera con pesanti ricadute in termini di mancati dividendi, i guadagni che ogni singola azione garantisce. Riguardo i 3,5 milioni di entrata per la tassa di soggiorno, non c’è una spesa in uscita per il turismo. Una manovra in contrasto con la norma regionale che sembra essere un'abile mossa contabile per far chiudere il bilancio artatamente in pareggio».

«Non mancano le non risposte o quelle contradditorie sul Tram - puntualizza fileti -, sulla Sala Tripcovich sul Porto Vecchio probabilmente per un effetto spezzatino che non ha alla base un progetto coordinato. In sostanza, un bilancio che lascia poche luci e molte ombre che purtroppo gli Assessori intervenuti non hanno chiarito spesso non entrando nel merito. Perplessità che portano alla bocciatura di questo documento di programmazione triennale dell’attività del Comune di Trieste. Perché, alla fine, anche al di là delle cifre, è proprio quest’ultima che non convince».

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