Bilancio, il centrosinistra: "Tagli al sociale e zero trasparenza"

“Un bilancio sciatto, che taglia le spese al sociale, con procedure poco trasparenti e nella totale mancanza di dialogo con le opposizioni”. Questo, in sintesi, il giudizio avanzato dalle consigliere del centrosinistra all'indomani dell'approvazione del bilancio in Consiglio Comunale

“Un bilancio sciatto, che taglia le spese al sociale, con procedure poco trasparenti e nella totale mancanza di dialogo con le opposizioni”. Questo, in sintesi, il giudizio avanzato dalle consigliere del centrosinistra all'indomani dell'approvazione del bilancio in Consiglio Comunale. Un documento approvato solo dalla maggioranza perché tutti i consiglieri d'opposizione, compresi quelli del M5S, hanno lasciato l'aula prima del voto. 

Fabiana Martini (PD)

A sollevare maggiori preoccupazioni una presunta non conformità al regolamento: “Siamo arrivati in aula – ha dichiarato la capogruppo del PD Fabiana Martini - con un parere di revisori dei conti dato su una delibera diversa da quella che l'aula ha esaminato, e questo perché in corso d'opera, cioè venerdì 29, la giunta ha approvato delle modifiche tariffarie sulla COSAP (Canone di Occupazione degli Spazi Pubblici), senza portarle prima in consiglio. Così è stato anche per il parere delle circoscrizioni, nonostante la giunta dichiari di essere attenta al territorio”.

Oltre alla mera questione tecnica, il nodo evidenziato dalle consigliere è il taglio al sociale, che sarebbe stato utilizzato per arginare l'aumento della TARI e per agevolare le tariffe dell'occupazione di suolo pubblico da parte degli esercenti. Tagli che corrisponderebbero a 500mila euro, a fronte della crescente presenza di soggetti bisognosi: “Ci è stato detto in commissione – ha dichiarato Martini - che Trieste ha, rispetto alla regione, una pressione del 40% sui temi sociali, e quest'anno c'è stato un 22% di aumento dei bisogni a fronte di un 9% nel resto della regione. La situazione è peggiorata anche per la crisi che stiamo vivendo, quindi o l'amministrazione non è interessata alle persone più fragili o è composta da incapaci”.

Laura Famulari (PD)

“Sono stati tagliati di 250mila euro i servizi a bassa soglia – ha precisato la consigliera e segretaria provinciale del PD Laura Famulari – ossia quelli dedicati ai senzatetto. Una scelta che, in riferimento alla storia di questa amministrazione comunale, mi ricorda qualcosa. Tagliati anche i fondi ai centri diurni per disabili (250mila euro) e l'assistenza economica, un fondo per persone che si ritrovano al limite dei bisogni primari della vita, ed è stato tagliato di 100 mila euro. La spesa per il sociale sarebbe invece dovuta aumentare, come dichiarato dal sindaco nel suo programma elettorale, anche per l'alto numero di anziani a Trieste e per il fisiologico incremento delle tariffe”. 

Riguardo all'aumento delle spese per il sociale dichiarato dall'amministrazione regionale, secondo Famulari si tratta di “un gioco di parole, perché la Regione ha trasferito 20 milioni anziché 17, ma quella differenza sono i costi di funzionamento UTI, che non sono andati al sociale ma nel calderone del bilancio, come confermato dai dirigenti”.

Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini)

“Bilancio caratterizzato da straordinaria sciatteria – ha dichiarato poi Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini) – questo “vizio di forma” è un precedente gravissimo. L'approvazione fuori tempo massimo  era stata giustificata proprio a causa delle risorse necessarie al sociale che, alla fine, sono state tagliate”. Criticato da Bassa Poropat anche l'atteggiamento della maggioranza in Consiglio: “Gli emendamenti sono stati bocciati nel silenzio assoluto e senza un minimo di dibattito, per di più con continue risatine”.

Sabrina Morena (Open FVG)

Nessuna trasparenza nel "Palazzo di Vetro" – ha dichiarato poi Sabrina Morena (Open FVG) – i numeri non si sono capiti e ci è stato chiesto di approvare un documento (peraltro non rivisto dai revisori e con dubbi di legittimità) in una settimana. Si contano due milioni in più nel PEF (Piano Economico Finanziario) perché il Comune non è riuscito a fare una trattativa con AcegasApsAmga, la città è sporca e di conseguenza è aumentata la TARI per i cittadini comuni. Poi con questo escamotage l'aumento è stato diminuito del 50% per alcune categorie, in particolare gli esercenti, ma sono rimasti esclusi albergatori, farmacisti e altre categorie che avevano protestato”

Antonella Grim (PD)

In linea la consigliera Antonella Grim (PD): “L'emendamento sulla TARI è stato tardivo e non equo, è stata scelta una categoria certo in difficoltà, ma come tutte le altre, le attività imprenditoriali e quelle artigianali sono state lasciate fuori da un'agevolazione che è solo un aumento dimezzato. Questa volta il sindaco del fare e degli annunci porta a casa solo un aumento delle tasse”.

Secondo Grim “Nemmeno in Giunta c'è comunicazione, come dimostra lo scontro sulla tassa di soggiorno. Quando l'assessore Polli si è resa conto che stava chiedendo alla maggioranza di votare un aumento tariffe TARI perché non hanno rivoltato il PEF come un calzino e non si sono dedicati alla raccolta differenziata, si è inventata una fantomatica compensazione con la tassa di soggiorno nel 2020. L'assessore De Santis si è giustamente opposta, perché si tratta di una tassa di scopo che non può andare a coprire le incapacità di un altro assessore e le mancate scelte politiche della giunta. Così hanno escogitato queste pezze assolutamente inadeguate”.

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