Bolzonello (Pd) chiude la campagna: «Ogni cittadino domenica voterà per il suo futuro e quello dei suoi figli»

In piazza Cavana molti sostenitori e politici. Sul palco tutta la coalizione di centrosinistra a sostegno dell'ex vicepresidente

«Domenica i cittadini potranno votare e scegliere chi avrà l’onere e l’onore di governare il Friuli Venezia Giulia per i prossimi 5 anni. I nostri concittadini si troveranno di fronte a un bivio». Sergio Bolzonello, candidato del centrosinistra alla presidenza del Friuli Venezia Giulia, chiude la campagna elettorale con un comizio insieme ai rappresentanti dei paritti della coalizione di centrosinistra in una piazza Cavana con forse 200 persone ad ascoltare (per lo più politici). 

«Da un lato - spiega il candidato del Partito democratico -, un progetto che guarda a una crescita sana della nostra comunità, che garantisce risorse per le famiglie, che accoglie chi vuole fare buona impresa sul territorio, dall’altro un gruppo di potere diviso che, a suon di slogan, vuole farsi avanti e mettere le mani sul Friuli Venezia Giulia con un candidato che, appena conclusa la discutibile abbuffata di televisione nazionale, si è ridotto a quello che è: un funzionario romano di Matteo Salvini, talmente impreparato sul Friuli Venezia Giulia da sostenere tasse nazionali che ci farebbero perdere oltre 500 milioni di euro l'anno in trasferimenti».

«In questi anni e in questi mesi - rimarca Bolzonello - sono stato onorato dal sostegno di tantissimi miei concittadini, di qualunque opinione politica, ma che hanno a cuore il futuro del Friuli Venezia Giulia. Il mio invito è rivolto soprattutto a loro, che sicuramente non si riconoscono nelle parole e nei modi dei miei avversari. In persone che si sono opposte a qualunque passo avanti in materia di diritti civili e che, per pura polemica, sono andati in ordine sparso e hanno spesso negato sostegno a interventi legislativi fondamentali come quelli su femminicidio e reati ambientali. I miei avversari - evidenza il candidato del centrosinistra - fingono unità, ma sono lacerati da litigi e ricatti interni al punto da usare le nostre elezioni per la formazione di un Governo che fino ad oggi hanno tenuto sospeso per assurde prove di forza. Dobbiamo ricordare ad ogni cittadino che domenica voterà per il suo futuro e quello dei suoi figli, per la sua casa, per la sua terra, che non può finire all'interno del sogno leghista della Macroregione, un disegno folle che farebbe sparire la nostra autonomia e la nostra indipendenza» conclude.

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