Cattinara, Ussai (M5S): «Carenza di personale inaccettabile e rischiosa per salute dei pazienti»

Questa una delle domande rivolte alla giunta Serracchiani contenute in un'interrogazione presentata oggi dal portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Andrea Ussai

«Quando si farà fronte alla carenza di personale che si continua a registrare presso il reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale di Cattinara?». Questa una delle domande rivolte alla giunta Serracchiani contenute in un’interrogazione presentata oggi dal portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Andrea Ussai.

 «Molto si è discusso sul taglio dei primari e dei posti letto e sulla riduzione delle funzioni attribuite al nosocomio triestino, ma viene posta ancora scarsa attenzione alla carenza di organico del personale del Servizio Sanitario Regionale sul cui lavoro si regge la qualità e la sicurezza delle cure fornite ai cittadini - sottolinea Ussai -. Con i primi di settembre il numero dei medici in pianta organica si ridurrà infatti a causa del pensionamento di uno dei medici del reparto di Medicina d’urgenza. Perdita grave perché, a causa dell’inadeguatezza della dotazione organica, già da tempo il personale era costretto all'allungamento della durata dei turni e quindi anche dell’orario di servizio fino a dodici ore consecutive e a ridurre le giornate di riposo». m5s fvg ussai cattinara-2

«E’ inoltre previsto l’aumento di ulteriori 7 posti letto, di cui 3 di tipo intensivo-semiintensivo. Non possiamo fare finta di niente – attacca il portavoce del M5S -: l’aumento eccessivo dei carichi di lavoro e dei turni aumenta esponenzialmente il rischio di infortuni sul lavoro, errori professionali e “malpractice”. Rischi che secondo la ricerca clinica dipendono solamente per il 15% da fattori individuali e per l’85% da fattori organizzativi».

 «Come se non bastasse il reparto di Medicina d’urgenza è stato trasferito dal sesto al tredicesimo piano dell’Ospedale di Cattinara a causa di lavori di ristrutturazione. Qui però non sono state predisposte le centraline per il monitoraggio dei pazienti in osservazione. E proprio per questa mancanza – conclude Ussai – bisognerebbe aumentare ulteriormente - e non certo ridurre - il personale addetto a vigilare costantemente sui pazienti monitorati».

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