Cervesi (un'Altra Trieste in Provincia): "questa la reale Situazione delle Scuole Triestine"

Riceviamo da Francesco Cervesi capogruppo in provincia per Un'altra Trieste e pubblichiamo:Questione ScuoleE’ormai chiaro che la Provincia di Trieste, la sua Giunta, gli uffici come sono attualmente strutturati ed organizzati, le modalità di...

Riceviamo da Francesco Cervesi capogruppo in provincia per Un'altra Trieste e pubblichiamo:

Questione Scuole
E'ormai chiaro che la Provincia di Trieste, la sua Giunta, gli uffici come sono attualmente strutturati ed organizzati, le modalità di finanziamento dei lavori non è in grado di gestire la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici che ospitano le scuole superiori.
Sono i fatti ed i numeri che dicono questo. Nel seguito una sintetica analisi ed una possibile strada per uscirne.

Consistenza del Patrimonio:
La Provincia è responsabile dal 1996 del patrimonio scolastico edilizio - scuole secondarie superiori: per un totale di 25 edifici. Non tutti gli immobili sono di proprietà dell'Ente (13 sono del Comune di Trieste, uno del Demanio Marittimo) nondimeno per tutti quanti la Provincia riceve i relativi trasferimenti economici da parte della Regione - oltre che accende mutui, partecipa a bandi relativi a diverse leggi di finanziamento (regionali e statali) e simili.

Età del Patrimonio:
Dieci edifici su 25 hanno più di cent'anni, gli altri 15 vanno dagli anni '30 a fine anni '80.

Condizioni del Patrimonio:
Senza entrare nel merito di considerazioni specifiche alle singole scuole prendiamo quale parametro di riferimento due dati: la conformità alle norme di sicurezza antincendio e sismiche.
Cinque edifici hanno il certificato prevenzione incendi (C.P.I.). Relativamente a nessuno degli edifici la Provincia ha verificato se siano soddisfatti i requisiti di sicurezza antisismica come previsti dalla normativa.

Interventi sul Patrimonio:
E' cosa nota, ma è stata ribadita nel corso delle commissioni e delle altre attività del Consiglio Provinciale che gli edifici sono spesso vecchi e/o comunque inadeguati e di costosa manutenzione. E'stato fatto l'esempio dei serramenti del Nordio - scuola risalente agli anni '80 che pure richiede un intervento del costo di 1,5 milioni di euro. In questo caso è stato spiegato che la necessità di intervento (piove dentro) ed il costo elevato sono dovuti alla particolare geometria degli infissi (inclinati e non verticali) che deriva dalla particolare architettura del complesso . Il problema dunque è destinato a ripresentarsi a breve.
A testimoniare invece della difficoltà e della onerosità di intervenire in maniera economica sugli edifici di più vecchia costruzione si sono portati altri esempi (vedi gli oltre 3.000 ?/mq della scuola di Via Cantù.).

Nonostante le difficoltà e nonostante la asserita inadeguatezza degli immobili "così come sono" (a detta dell'Assessore) ancorché ristrutturati ad ospitare le scuole, la Giunta intende spendere 25 milioni di euro nei prossimi tre anni su edifici esistenti (sono gli interventi previsti nella tabella fornita e facente parte del bilancio di previsione). Quest'anno però ne sono stati spesi solo 3 (sono secondo i dati relativi alle opere concluse nel corso dell'anno sempre secondo la tabella fornita).
Alla conclusione di tali interventi però saremo punto e capo. Scuole vecchie su cui è difficile e costoso fare manutenzione, scuole meno vecchie dove è difficile e costoso fare manutenzione, edifici inadeguati all'uso (aule, palestre, costi di riscaldamento ecc.) e certamente non scuole con CPI e non scuole a norma sismica.

Accorpamenti e progetti di nuovi edifici
La Giunta Poropat persegue da anni un programma che prevede la ristrutturazione intergale di alcuni edifici per ospitare istituti ex-novo. Se questi progetti fossero inseriti all'interno di un piano organico e strutturato potrebbero anche risolvere il problema. Il punto è che si tratta di spot elettorali, che si sono tutti sgonfiati alla prova dei fatti.
Si pensi al progetto annunciato sull'area ex-Irfop di Valmaura. Per tale progetto che doveva costituire il Polo Scolastico di Valmaura la Provincia ha investito tempo e risorse salvo poi accorgersi dopo alcuni anni che il progetto non era sostenibile da un punto di vista economico e temporale. Comunque sia tempo e soldi buttati.
Quindi, per non perdere il mutuo concesso dalla Regione (circa 5 milioni di euro) si è ripiegato sulla ristrutturazione di un edificio all'interno del Parco di San Giovanni (Gregoretti II). Purtroppo anche qui con tempi incerti (manca la copertura finanziaria dei 2/3 delle opere) ma con la certezza di spendere un'ulteriore barca di soldi (oltre 12 milioni di euro con costi che superano i 3.000 ?/mq).
Ancora si vagheggia sulla soluzione di un Polo (di quante scuole, con quali costi e con quali tempi?) al posto delle Caserme di Via Rossetti. Idea bellissima ma fantascientifica buona solo per farci articoli sul giornale visto che di fatto non è stata ancora prodotta una carta, uno studio, un atto formale in tal senso.

Cosa fare:
Non è in altre parole un problema di destra o di sinistra. Bisogna prendere atto che questo sistema così com'è non funziona e spreca solamente risorse pubbliche. Ed è responsabilità è di chi amministra la Provincia e di chi Amministra la Regione ammetterlo pubblicamente. E' responsabilità della politica trovare una soluzione.
Questo è quanto proponiamo e sui cui chiediamo si discuta pubblicamente.

Di fronte ad un simile quadro e verificato che la Provincia dispone "teoricamente" di non poche risorse per lavori di ristrutturazione sugli edifici (i 25 milioni in tre anni ci sono altrimenti non potrebbero essere iscritti a bilancio - il problema è che le inefficienze politiche e burocratiche fanno si che non si riescano ad utilizzare), considerato che la Provincia è proprietaria di edifici che potrebbe dismettere facendo cassa (per esempio le succursali dei licei) ricordato che Provincia e Regione possono concertare con il Comune, in tempi rapidi e certi, tutte le varianti al Piano Regolatore necessarie per realizzare edifici scolastici pure in Piazza Unità se ciò fosse necessario e non ci fossero luoghi migliori?tutto ciò considerato la soluzione appare una sola: un piano complessivo per realizzare "enne" nuove scuole.

Questo Piano Scuola non può che essere coordinato e finanziato dalla Regione. La Regione in altre parole deve riprendersi la delega relativa all'edilizia scolastica, assorbendo il personale tecnico della Provincia ed attivare una struttura dedicata alla realizzazione/ristrutturazione dei circa 10 edifici che complessivamente servirebbero ad ospitare le scuole superiori. Dismettendo le succursali e gli edifici non più adatti all'uso.

Un piano complessivo da realizzare nell'arco di 5 anni (2 anni per la progettazione, 3 per i lavori) con un costo che non superi i 25 milioni di euro (circa quanto la Provincia attualmente mette a bilancio per le scuole in due anni).

Scuole per i prossimi cent'anni. Scuole a norma sismica, scuole a norma con la normativa in materia di sicurezza antincendio, scuole realizzate con criteri di risparmio energetico.



Francesco Cervesi
Capogruppo un'altra Trieste-Un'Altra Regione
Consiglio Provinciale di Trieste

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