Comitato delle Regioni: Iacop a Bruxelles ad Assemblea plenaria

Il presidente del Consiglio regionale nella capitale belga per promuovere il dialogo tra cittadini e istituzioni europee

Il presidente del Consiglio regionale FVG Franco Iacop da oggi fino a giovedì 9 febbraio è a Bruxelles per l'Assemblea plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR) programmata per domani e dopodomani con all'ordine del giorno l'approvazione di numerosi documenti, ma già questo pomeriggio ha preso parte alla riunione dell'Ufficio di Presidenza del Comitato.

Fra i punti all'esame, la riflessione su passato, presente e futuro dell'Unione europea con l'invito che giunge dal Consiglio europeo agli enti locali e regionali ad avviare "dal basso" un processo di dialogo con i cittadini e di dibattito politico in seno ai Consigli regionali e locali: su questo tema il CdR presenterà altresì una risoluzione in occasione del vertice europeo di marzo a Roma dove sarà celebrato il 25° anniversario del Trattato di Maastricht con il quale, tra l'altro, è stato istituito il Comitato stesso.
Su altro versante, la riflessione in relazione all'esito del referendum sulla Brexit, in merito al quale - posto che i termini dell'uscita saranno discussi esclusivamente dai negoziatori ufficiali - il CdR intende intavolare un dialogo con i membri britannici, in particolare quelli provenienti da Scozia e Irlanda del Nord, dove è prevalso il voto a favore del "remain".

Quanto all'ambito delle relazioni tra il CdR e la Commissione europea, oggi sono state illustrate le azioni di cooperazione in materia di scienza, innovazione e mercato unico digitale, ovvero la Piattaforma per la banda larga e la collaborazione strutturata con il Centro di Ricerca Comune. Al proposito va ricordata l'iniziativa "Science meets Regions" promossa dal Centro di Ricerca Comune della Commissione Europea assieme a Consiglio, Giunta regionale e Coordinamento degli Enti di Ricerca del Friuli Venezia Giulia lo scorso ottobre a Trieste - il tema individuato dal Friuli Venezia Giulia è stato quello dell'invecchiamento attivo della popolazione  - per favorire il dialogo diretto tra mondo della scienza e decisori politici al fine di promuovere uno scambio continuo di informazioni, che possa orientare la normativa prodotta sulla base di evidenze scientifiche.

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