Politiche sociali, Cosolini: «I richiedenti asilo non intaccano il budget per i triestini»

Lo chiarisce il Sindaco Cosolini durante la conferenza stampa "Trieste capitale italiana della spesa sociale" per sottolineare che le attenzione e il soldi spesi per l'accoglienza degli immigrati non intaccano i fondi sociali dedicati ai cittadini. Al contrario, a Trieste l'investimento pro capite nel settore sociale è doppio rispetto alla media italiana

Il forte impegno che il Comune di Trieste sostiene a supporto delle categorie di cittadini più deboli o in situazioni di attuale difficoltà per il perdurare degli effetti della crisi economica, impegno che l'Amministrazione esplica in misura che risulta essere ai massimi livelli fra le città italiane, è stato al centro della conferenza stampa che il Sindaco Roberto Cosolini e l'Assessore alle Politiche Sociali Laura Famulari hanno tenuto oggi nella Sala “Cappuccio” di via Mazzini 25, sede dei Servizi Sociali municipali, dando all'incontro il titolo, volutamente esplicito, di "Trieste capitale italiana della spesa sociale".

Non casuale neanche il sottotitolo dell'iniziativa, "Gli investimenti del Comune a sostegno della popolazione residente", a significare come la quasi assoluta totalità dell'impegno economico in questo settore vada a beneficio dei concittadini, smentendo così le voci secondo le quali cifre importanti del “bilancio sociale” del Comune vengano spese per i migranti richiedenti asilo anziché per i triestini.

«Un forte ringraziamento al personale e ai dirigenti dell'Area dei Servizi Sociali del Comune - esprime il Sindaco Cosolini - per l'encomiabile lavoro che stanno svolgendo in una fase in cui, più che mai, questi uffici sono sottoposti a una forte pressione, e un sentito apprezzamento all'Assessore Famulari - prosegue - che sta ricoprendo una delega tra le più difficili dell'Amministrazione, e forse la più difficile in questo particolare momento».
«La voce per cui fette di spesa per il sociale vadano riversate su migranti e stranieri togliendole per ciò ai nostri concittadini - aggiunge il Sindaco - è da considerarsi un luogo comune del tutto falso e strumentale». 

Cosolini ha spiegato in merito come le risorse impiegate per l'assistenza ai richiedenti asilo che giungono sul nostro territorio - assistenza e accudimento previsti da precise disposizioni vigenti a livello nazionale - non intaccano in alcun modo gli importi sociali dedicati ai triestini, in quanto completamente coperti da specifici trasferimenti da parte dello Stato. «Vi fa eccezione - ha precisato ancora il Sindaco - ma certo non da oggi, e anzi da ben prima dell'attuale fase dell'emergenza migranti, il discorso del tutto diverso e a se stante, dell'assistenza ai cosiddetti minori stranieri non accompagnati, la cui responsabilità ricade sui Comuni, i quali, anche qui per una precedente norma dello Stato, devono in questo caso effettivamente attingere a una quota del proprio bilancio sociale».

«Quota che peraltro, venendo essa stessa in gran parte ripianata da fondi regionali e statali, non incide per più dello 0.10% sul “capitolo” sociale complessivo del nostro bilancio comunale. "Capitolo sociale" che invece - specifica Cosolini - al di là delle polemiche interessate e delle strumentalizzazioni, si evidenzia come un'eccellenza a livello nazionale per questa tipologia di investimento mirato al sostegno e al maggior benessere della popolazione».
«Trieste ha un investimento pro capite nel settore sociale doppio rispetto alla media italiana. E non lo calcoliamo noi - sottolinea il Sindaco - ma ce lo dicono le statistiche formulate dall'ISTAT e da altri istituti specializzati quali il Centro “Openpolis”. E pur adottando diverse modalità e parametri di calcolo, in tutti i casi siamo in testa rispetto alle altre città».

«Infatti, sia che si tenga presente (i riferimenti sono al 2014) la sola spesa sociale “pura” (criterio “Istat 1”, per i settori “classici”: anziani, minori, disabili, vecchie e nuove povertà ecc.), ovvero rappresentando il livello di spesa più “basso”, con circa 57 milioni complessivi e quindi con una spesa pro capite per cittadino (su una popolazione di 206.762 persone) di 277 Euro; sia che si tenga conto della stessa spesa ma ampliata ai Servizi educativi (criterio “Istat 2”), in questo caso con 77 milioni e una spesa pro capite per cittadino di 375 Euro; sia che, infine, si valuti l'investimento sociale nella sua veste più ampia, con l'aggiunta dei valori in conto capitale (criterio “Openpolis”, comprendente strutture, impianti, edifici inerenti il settore), in questa fattispecie raggiungendo una cifra di 97 milioni con una spesa pro capite valutata pari a 478,45 Euro, laddove la media italiana è di Euro 218; ebbene, in ogni caso Trieste resta sempre la regina del sociale».

 «E oltre a tali raffronti, e anche estendendo lo sguardo al di là dell'anno di riferimento 2014 per allargarlo al più ampio arco degli ultimi 5 anni, possiamo ancora osservare come - ha rimarcato Cosolini - il Comune di Trieste dal 2011 al 2015 abbia aumentato la spesa per il sociale in media del 12,5%; anni certamente tra i più difficili e di crisi, motivo per il quale abbiamo voluto investire in questo quinquennio quasi 250 milioni di Euro, e precisamente Euro 248.861.706, con una media di 50 milioni annui circa, passando dai 50.250.000 Euro ancora nel 2010 ai 57.421.124 del 2015, con un incremento totalmente mirato al sostegno della nostra comunità locale».

«Impegno e risultati - ha concluso Cosolini - davvero importanti e lusinghieri, anche perchè al di là dei conteggi e delle cifre dobbiamo anche tener conto ed essere massimamente soddisfatti delle diverse e più alte modalità e qualità delle prestazioni che i nostri servizi sociali e il complessivo sistema del welfare triestino sono in grado di offrire rispetto a quelle che ci risultano sussistere in parecchie altre città e parti del Paese». «E ciò, lo ripeto, grazie alle strutture del Comune ma anche grazie a quelle associazioni e realtà, del privato sociale, della solidarietà, del volontariato, che avendo una grande tradizione operano a un alto livello di competenza, e alle quali tutte va il nostro vivo apprezzamento».

E' toccato quindi all'Assessore alle Politiche Sociali Laura Famulari, dopo aver ricordato come proprio tutte queste realtà richiamate dal Sindaco significhino anche l'impiego nel complessivo settore sociale e del welfare triestino di ben 3000 addetti. «Una forza affatto trascurabile, e addirittura preziosa specie nella situazione occupazionale odierna - ha detto l'Assessore - disegnare infine, più nel dettaglio, i settori e le relative principali cifre del lavoro sociale comunale che ha visto gli interventi concentrarsi in particolare sulle aree riguardanti la popolazione anziana, le persone con disabilità, minori e famiglie, il contrasto alla povertà, il diritto alla casa; con un aumentato investimento su tutte le voci più consuete e ordinarie».
«Spendendo nello specifico - conclude Famulari - nell'arco del quinquennio 2011-2015, 101.024.342 Euro destinati al sostegno degli anziani, 68.441.299 per le persone con disabilità, 41.319.193 per il supporto a minori e famiglie, 38.076.872 per il contrasto alla povertà e il diritto alla casa».

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