Doppia preferenza di genere: 50 donne in presidio per sostenere la legge

Rappresentanti delle Commissioni Pari Opportunità e di varie associazioni femminili in piazza e poi in Consiglio regionale, dove nel pomeriggio verrà discussa la proposta di Francesco Russo

Si è tenuto stamattina in piazza Oberdan sotto il palazzo del Consiglio Regionale un presidio in favore della doppia preferenza di genere, il provvedimento atto a favorire una rappresentanza più equilibrata in consiglio regionale. Una cinquantina di donne appartenenti a varie associazioni attive nell'ambito delle pari opportunità, dopo un breve presidio si sono recate in consiglio regionale, dove la proposta originariamente avanzata dal vicepresidente Francesco Russo sarà discussa ed eventualmente approvata nel pomeriggio. Da ricordare che a oggi, in FVG, solo sei consiglieri regionali su 49 sono donne, e che la nostra regione non ha aderito alla modalità, già prevista da una norma nazionale.

Presenti, oltre alle Commissioni Pari Opportunità in consiglio comunale e regionale, anche rappresentanti di sindacati (tra cui UGL e CGIL), Confartigianato, Stati Generali delle donne, Casa delle Donne e Associazione 50 e 50. Secondo la presidente della Commissione per le Pari Opportunità in Comune Laura Di Pinto "non si tratta di un obbligo ma di un'opportunità, se qualcuno decide di esprimere la doppia preferenza è libero di farlo. Un'opportunità che in Italia ci vede fanalini di coda in questo senso. Credo sia doveroso garantire a tutti la possibilità di scelta così come a tutte le donne consentire di essere partecipi di una vita pubblica, cosa che spesso per loro risulta molto difficile".

"Le donne nella politica non hanno vita facile, anche per quanto riguarda la retribuzione - spiega Paola Carboni della Commissione regionale Pari opportunità e membro degli Stati Generali delle donne - siamo qui riunite in un passaparola, associazioni femminili e "femministe" indipendentemente dall'appartenenza politica. Chiediamo a Fedriga di deliberare questa richiesta, è la terza volta che questa proposta viene portata in aula da tre legisazioni diverse, e ogni volta si trova la scusa per non farlo. Una scelta anacronistica visto che ormai si tratta di una legge nazionale ed europea. È ora di finirla di fare campagna elettorale su un diritto umano".

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"Questa legge è importante perché dà un'opportunità alle donne di raggiungere ruoli apicali in politica, non una corsia preferenziale - dichiara Ester Soramel dell'associazione "50 e 50" -. Oggettivamente i numeri in consiglio non sono paritari tra uomo e donna e la pari rappresentanza rientra a pieno titolo nelle pari opportunità, promuoverla è un dovere costituzionale che anche l'Europa ci chiede. C'è un obiettivo 5 da raggiungere per il 2030 nell'agenda dello sviluppo mondiale dell'ONU, quindi la pari rappresentanza va tutelata in maniera trasversale. Ci auguriamo che oggi accada come è appena successo nelle Marche, in cui la legge è stata approvata da tutti i partiti con applauso finale. Se non succede, forse è il caso che la delega alle pari oportunità passi nelle mani di un assessore che ci crede veramente".

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