Elettrodotto Udine - Redipuglia, Sergo (M5S): «No alla discussa opera da 869 milioni»

«Nonostante il no del Mibact, il Governo è riuscito ad autorizzare la ripresa dei lavori, prevista per il prossimo 22 marzo. Il tutto in presenza del ricorso al Tar del Lazio»

«Il Governo e Terna devono ascoltare comuni e cittadini e fermare subito la ripresa dei lavori concessa dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) per la costruzione dell'elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia che ricalca esattamente quello precedente, già severamente bocciato dal Consiglio di Stato nel 2015. Va garantita la tutela del paesaggio, evitando inutili sprechi di risorse, nel caso in cui i tribunali dovessero bloccare nuovamente i cantieri».

E' questo l'appello lanciato al Governo dal capogruppo in Consiglio regionale del MoVimento 5 Stelle, Cristian Sergo, e dalla capogruppo del M5S in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, Arianna Spessotto. Dopo aver già presentato un'interpellanza urgente a maggio scorso, a cui il Governo ha risposto in maniera del tutto insoddisfacente per i deputati pentastellati, in questi giorni, fa sapere il MoVimento, è stata presentata una nuova interpellanza ai ministeri competenti e una risoluzione in Commissione ambiente per chiedere che sia immediatamente sospesa la ripresa dei lavori per la realizzazione di quell'elettrodotto, in attesa del pronunciamento del Tar e, qualora servisse, del Consiglio di Stato.

«Il Governo, che possiede la maggioranza delle quote di Terna attraverso Cassa depositi e prestiti, non deve ignorare la bocciatura del progetto da parte del ministero dei beni culturali (Mibact) e non può rimanere indifferente all'appello delle istituzioni locali, dei comitati ambientalisti e dei cittadini, che si sono rivolti anche al presidente della Repubblica, Mattarella. Ancora non arriviamo a comprendere come la Giunta Serracchiani - prosegue la nota - sia riuscita a esprimere un parere favorevole al progetto di Terna. L'ennesimo tradimento verso chi l'ha votata. Eppure nel 2010 si scagliò contro il centrodestra e la Lega Nord colpevoli, di fronte a certi interessi, di essersi dimenticati come si fa la voce grossa. Nel 2016, lei che ha espresso un parere favorevole all'opera quali interessi stava difendendo?»

«Non curante della sentenza del Consiglio di Stato di luglio 2015, Terna ha ripresentato lo stesso progetto. Nonostante il no del Mibact - precisa Sergo -, il Governo è riuscito ad autorizzare la ripresa dei lavori, prevista per il prossimo 22 marzo. Il tutto in presenza del ricorso al Tar del Lazio contro la ripresa della realizzazione dell'opera, presentato da 7 sindaci del territorio friulano appoggiati da molti cittadini, ricorso che, per puro caso, sarà discusso il prossimo 22 marzo, così come, sempre per puro caso, il prossimo 22 marzo alle 14.30 è prevista l'audizione di Terna, dell'assessore regionale Vito, delle associazioni ambientaliste e dei sindaci, in IV Commissione del Consiglio regionale a Trieste».

«In quella occasione, dodici mesi dopo la richiesta di audizione - prosegue il capogruppo Pentastellato -, avremo l'occasione di porre a Terna tutte le domande accumulate in questi anni e riusciremo, forse, a trovare le risposte che molti cittadini si pongono sia sull'iter procedurale sia sulla reale necessità di un'opera di queste dimensioni e capacità. Il tutto alla luce dell'elettrodotto tra la Slovenia e il Veneto, classificato come progetto di interesse comunitario, di cui la procedura governativa non ha mai voluto tenere in considerazione. A differenza di quello friulano, non solo sarà interrato ma anche sottomarino e secondo documenti ufficiali del gestore sloveno avrà un costo di realizzazione di 869 milioni di euro, oltre venti volte il costo dell'Udine-Redipuglia».

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