Regionali, Serracchiani: «Il centrodestra ha commissariato il Fvg»

«Bolzonello a Roma non dovrà mai dire grazie e sarà libero di rispondere solo agli interessi dei nostri cittadini»

«Partiamo da questo fatto: Tondo riconosce che larga parte del lavoro fatto dalla nostra Giunta è stato positivo e quindi meritevole di essere mantenuto». È il ragionamento della presidente uscente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, a commento delle dichiarazioni rese alla stampa da Renzo Tondo, già presidente della Regione dal 2008 al 2013 per in centrodestra e nuovamente candidato dalla stessa coalizione alle prossime regionali.
Per Serracchiani «la manifestata intenzione di non smontare la riforma della sanità, evitando i doppioni delle strutture come abbiamo fatto noi, l'apprezzamento per le realizzazioni nelle infrastrutture, l'ammissione che un certo numero di sindaci di centrodestra si sono opposti strumentalmente alla riforma degli Enti locali, l'inversione di marcia su temi complessi come l'accoglienza diffusa dei migranti o la Ferriera di Trieste, rappresentano elementi di interessante differenziazione rispetto alle posizioni di alcune tra le svariate anime che compongono il centrodestra».
«Vedremo - continua Serracchiani - come Tondo gestirà la sua coalizione su questi e altri temi. Ovviamente, se rimarrà il candidato del centrodestra e non sarà soppiantato, come pare augurarsi lui stesso, nelle prossime ore da qualche altro nome meglio accetto dalle destre. Non si sa. Certo egli è stato l'ultima scelta dopo una serie di teste cadute, tutte di Forza Italia» .
«Perché il problema - puntualizza - non è la persona Tondo. È la lontananza siderale tra le scelte che sono state fatte a Roma da tre o quattro capi nazionali e il sentire della nostra gente, la dignità di un territorio commissariato politicamente. Ne abbiamo la conferma ascoltando certi silenzi che hanno preceduto la venuta di Salvini in Regione» .
«Anche se nasce là, questo non è un problema che resta interno del centrodestra, ma che riguarda tutta la classe politica del Friuli Venezia Giulia, perché mette in discussione non a parole ma nei fatti la nostra autonomia. Quando non puoi scegliere a casa tua chi ti dovrebbe rappresentare al più alto vertice, allora non conti nulla. Averci portato a questo punto è la grande responsabilità del centrodestra. Rivendico perciò il percorso tutto regionale che ha portato il centrosinistra a individuare in Sergio Bolzonello il nostro candidato, che a Roma non dovrà mai dire grazie e sarà libero di rispondere solo agli interessi dei nostri cittadini. Diversamente da chi - ha concluso Serracchiani - per essere candidato ha dovuto rispondere alle telefonate di Gianni Letta».

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