Comunali, Carini (Start-up): «Basta minestre riscaldate e imposizioni romane, c'è bisogno di novità»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Continuano a chiedermi chi me l'abbia fatta fare di candidarmi sindaco di Trieste senza santi e protettori, senza nani e ballerine, ed io continuo a stupirmi di come non sia palese a tutti la necessità di dire basta alla politica della destra e della sinistra quando si dovrebbe solo valutare proposte, obiettivi e capacità delle persone perché sono in gioco presente e futuro di Trieste.

Basta alla politica delle imposizioni romane, padane o regionalfriulane per la nostra città, basta alla politica degli inciuci e dello scambio di doni, alla politica di chi pur di non perdere privilegi di casta si nasconde nei pantaloni altrui, alla politica che non sapendo proporre nulla di positivo per i cittadini lancia strani avvertimenti del tipo "attento che se vai avanti, se non fai un passo indietro..." e prova a gettare fango su chi ha sempre creduto e crede nella meritocrazia, su chi ha dimostrato con i fatti di saper realizzare le buone idee ed alle comode poltroncine preferisce le scarpe da corsa e l'impegno in prima linea.

Certo che dall'America riusciamo a prendere solo le cattive abitudini, come quelle di concedere alle banche il diritto univoco di vita e soprattutto di morte virtuale sui cittadini, mentre nemmeno lontanamente pensiamo di fare nostra, ad ogni livello, la buona regola che vede i presidenti statunitensi sparire dalla scena politica di ruolo dopo due mandati. No, in Italia e quindi anche a Trieste, le minestrine riscaldate e zeppe di conservanti abbondano e non se ne vogliono proprio andare dalle nostre tavole, costringendoci a pasti ospedalieri indotti quando siamo perfettamente in grado di svegliarci, armarci di buona volontà e vivere da uomini.

A questo proposito, considerando che coloro i quali se ne fregano del bene pubblico sono disposti anche a distruggerlo pur di sopravvivere, da organizzatore di un evento che rappresenta l'anima di Trieste, oltre ad attrarre partecipanti da tutto il mondo a totale beneficio dell'economia cittadina, ho deciso di continuare a prepararlo anche quest'anno con passione e determinazione ma dietro le quinte, lasciando che di Bavisela parlino altri, sia all'interno di uno staff professionale ed encomiabile sia all'esterno, nel mare magnum di esponenti di partiti che avranno certamente più voglia e bisogno di me di farsi vedere sul palco.

Sono andato in aspettativa dal mio lavoro lo scorso 1 gennaio e vi rimarrò almeno fino al 30 giugno. A chi si preoccupa di capire quali risorse abbia attualmente a disposizione per vivere ed affrontare la campagna elettorale, rispondo serenamente che ho esercitato il diritto di prelevare il 30 per cento del Tfr perché non miro a diventare ricco, preferendo lottare con tutte le forze per ciò in cui credo.

Fabio Carini

Start-up

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