Rosolen (Uat): «Stop al campanilismo sanitario, tuteliamo le eccellenze di Trieste»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«La riforma sanitaria della giunta Serracchiani? Penalizza Trieste con tagli lineari e indiscriminati: le peculiarità del territorio, l'età media dei cittadini, e le reali esigenze dei triestini non sono state minimamente tenute in considerazione. La mannaia della Regione si è abbattuta su Trieste, che paga un prezzo altissimo rispetto ad altre aree regionali». Così Alessia Rosolen, candidata sindaco di Un'Altra Trieste Popolare, questa mattina, ha espresso la sua posizione nel corso del suo intervento all'incontro pubblico organizzato dell'Anaao Associazione Medici Dirigenti.

Secondo Rosolen «è impensabile che una riforma sanitaria implichi solo tagli al personale e un peggioramento nei servizi erogati. «Purtroppo- ha continuato Rosolen – a una riforma sbagliata, l'opposizione di centrodestra ha risposto con un campanilismo sanitario svilente per il comparto: anziché mettere in evidenza le reali criticità della riforma, singoli consiglieri hanno preferito buttarla sulla guerriglia politica, coltivando i propri bacini elettorali».

«Ci riempiamo la bocca di concetti quali autonomia e specialità, e gonfiamo il petto quando ricordiamo che gestiamo e paghiamo la sanità al 100%: siamo sicuri che ci convenga? La sanità, da sola, si mangia oltre il 60% del bilancio regionale. Giusto essere virtuosi e responsabili, ma evitiamo di essere autolesionisti. Se non arginiamo lo strapotere dello Stato, arriviamo all’estremo che loro decidono, e noi paghiamo il conto».

«Il sindaco non è solo uno spettatore di scelte che vengono prese in Regione: la Conferenza dei Sindaci e il Consiglio delle Autonomie Locali sono le sedi in cui un sindaco, soprattutto della città capoluogo di regione, deve farsi valere, e pretendere che la Regione riconosca a Trieste un trattamento adeguato».

«Il futuro sindaco – ha chiuso Rosolen – deve, come primo impegno, pretendere la redazione di un piano regionale su servizi e infrastrutture per il Burlo: abbiamo avversato il progetto del suo trasferimento sin dall'inizio, ma col passare dei mesi, dobbiamo pretendere che siano garantiti fondi specifici affinché l'ospedale infantile venga garantito nella parte strutturale, come nei servizi di eccellenza che eroga, a livello locale e internazionale».

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