Elezioni, Salvini (Lega Nord): «Con Dipiazza puntiamo al primo turno!»

Tanto entusiamo per il leader del carroccio ospite del gazebo di piazza della Borsa. Dipiazza: «Ho le palle piene di vedere i muri lordati. In questa città non si può più girare di sera tranquillamente»

Matteo Salvini è convinto che Roberto Dipiazza ce la farà a battere Roberto Cosolini anche senza ballottaggio: «Se a Trieste andrà a votare tanta gente vinceremo al primo turno!» dichiara il leader leghista suscitando un boato degno di una rockstar o un bomber che segna il goal decisivo; «Renzi non ha scelto una data a caso, perché sa che a giugno la gente va in vacanza perchè costa di meno, inoltre combacia con il ponte del 2 giugno».

Un bagno di folla (è proprio il caso di dirlo vista la quantità di pioggia che ha preceduto il suo arrivo) per il leader del carroccio ieri al gazebo elettorale di piazza della Borsa; scongiurati gli scontri tra "centri sociali" e forze dell'ordine, Salvini ha potuto tenere il suo comizio tra gli applausi e le ovazioni dei triestini intervenuti. 

A parlare per primo è stato Pierpaolo Roberti, il vicesindaco designato da Roberto Dipiazza: «Questa è la piazza della gente semplice, normale, ma è anche la piazza della gente incazzata cono la sinistra delle banche e della legge Fornero», poi i fischi per Cosolini e Serracchiani; «Mandiamoli a casa! Serracchiani finanzia chi inquina e uccide la salute dei triestini», scalda la "piazza" Massimiliano Fedriga, capogruppo alla Camera. 

È il momento del candidato sindaco Roberto Dipiazza. Il candidato del centrodestra si adatta al suo pubblico e punta sui temi cari ai leghisti (a volte usando un linguaggio non proprio sobrio come si è abituati a sentirlo): sicurezza, immigrazione, patria, lavoro e famiglia: «Ho le palle piene di vedere i muri lordati. In questa città non si può più girare di sera tranquillamente».

Tocca finalmente all'ospite tanto atteso, Matteo Salvini parte con i discorsi su governo Renzi, legge Fornero, non manca l’attacco alle «zecche dei centri sociali da radere al suolo con le ruspe», infine l'immigrazione: «I nostri migliori ventenni vanno all’estero e in cambio ci prendiamo quelli che sbarcano a Lampedusa con cuffiette, Iphone e scarpe Nike. Prima viene lo sfrattato triestino, poi se avanza vengono gli altri. Se c’è qualche comunista che non è d’accordo apra casa sua». 

Infine il leader leghista tocca un tema caldo negli ultimi giorni in città, il "like" di Fabio Tuiach, candidato nella lista del carroccio a una vignetta "antisemita": «A Trieste qualcuno si offende per un “mi piace” su Facebook e non dice nulla sulle stelle rosse con cui va a braccetto». 

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