Sanità, Carini (Startup): «Sanità, 118 Ts e Burlo abbandonati»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«La sede mezzi del 118 di Trieste, il primo intervento salvavita della nostra città, è ospitata da dieci anni in un container invaso dai ratti da dove gli operatori, posizionati al secondo piano della caserma dei vigili del fuoco, impiegano cinque minuti per uscire quando ogni secondo può essere quello decisivo”. La tragica condizione del 118 triestino è l’emblema di come la sanità del capolouogo giuliano sia stata costantemente depauperata e depredata da una Regione che, con il pieno avallo silente del Comune, ha favorito sempre più il Friuli in termine di risorse e scelte strutturali».

Il candidato sindaco Fabio Carini, sostenuto dalla lista civica apartitica Startup Trieste, intervenendo al dibattito promosso dal locale Zenzero e Cannella nel rione di San Giacomo, ha denunciato la scandalosa situazione in cui si trovano gli operatori del 118, costretti a lavorare in una situazione di forte disagio.

«È impensabile che il 118 viva una condizione simile quando rapidità ed efficacia del servizio sono fondamentali per mantenere una persona in vita. Lo scandalo di una Regione ed un Comune assenti – aggiunge Carini – non ha fine in quanto già da tempo è stata individuata l’area della ex sede Irpof a Valmaura come soluzione percorribile».

«L’altro scempio simbolo della Trieste depredata nella sanità – ha evidenziato Carini già nel corso di un intervento all’Ordine dei Medici – è il Burlo Garofolo che si vorrebbe trasferire chissà quando nel già fatiscente complesso ospedaliero di Cattinara, privandolo di fatto di fondi attraverso il misconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). La verità è che si vuole cancellare questa eccellenza triestina a favore di logiche friulanocentriche, prova ne sia che i migliori medici se ne sono già andati o sono in fuga dal Burlo».

«Un sindaco – sottolinea Carini - deve farsi valere e non accettare qualsiasi imposizione dalla Regione pur di mantenere la poltrona. Ecco perché servono persone adeguate, svincolate da logiche partitiche nazionali e libere di agire solo in nome di Trieste». «Il Burlo – afferma ancora Carini - va ampliato e potenziato nell’area dell’ex Maddalena, attualmente ridotta ad un enorme fossa biologica a cielo aperto che nel corso dell’estate sarà solo portatore di malattie per i cittadini».

«La Regione – insiste Carini - sta vendendo la sanità triestina con la complicità di un Comune pavido ed inerte che ha cuore solo la sopravvivenza delle poltrone e non delle persone. Sempre meno posti letto ospedalieri, 460 come a Pordenone in un contesto triestino che è ben diverso, e un pronto soccorso intasato dalla follia di una riforma sanitaria che vorrebbe riversare molti compiti al territorio senza prima averlo preparato adeguatamente. Un ultimo esempio? Su 13 ambulanze e 4 auto mediche in servizio per il pronto intervento, metà sono da dismettere. Durante il giorno ne abbiamo 8 in azione, 5 dell’azienda sanitaria e altre 3 fra Sogit e Cri, mentre di notte solo la metà con quelle della Sogit adibite anche alle seminascoste dimissioni ospedaliere».

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