Terreni inquinati, Sossi-Prodani: «Inquietanti ritardi». Rumors sul Giardino Pubblico

Il candidato sindaco di Sinistra per Trieste e il deputato delle Autonomie contro l'amministrazione: «Considerare i cittadini come cittadini e non come sudditi stupidi»

«Dovevano esserci due conferenze oggi (ieri, venerdì 27 maggio, ndr), una dell'assessore Laureni, in riferimento ai rilievi di piazzale Rosmini, ma come sapete c'è solo la nostra. Siamo davanti a una situazione drammatica riguardo gli inquinanti e la cosa inquietante è che alcuni dati non sono ancora disponibili». Critico verso l'amministrazione comunale Marino Sossi, candidato sindaco per Si - Sinistra per Trieste, insieme al deputato triestino delle Autonomie, Aris Prodani.

«Ammesso anche la causa non sia la ferriera, comunque è preoccupante: un'amministrazione pubblica deve mettere in campo tutti gli strumenti, anche se in modo impopolare, per tutelare la salute. Per esempio, quando ero a Bologna, c'erano delle fasce di orari di trasporto pubblico gratuito - spiega Sossi -. È incredibile che da gennaio ancora non ci siano i risultati delle analisi di piazzale Rosmini. Bisogna considerare i cittadini come cittadini e non come sudditi stupidi».

prodani-2«Le chiusure parziali, per un principio precauzionale, avrebbero dovuto essere attuate in modo diverso, indifferente che siano inquinanti della ferriera o smog - ha esordito Prodani -. Siamo i attesa dei risultati della seconda campagna annunciata da Laureni, ma è da dicembre che chiedo spiegazioni sull'asilo di via Svevo (considerato che la centralina Arpa è proprio lì)».

«Si sentono già dei rumors che vorrebbero sia gli asili di via Marco Praga e via Svevo, ma anche il Giardino pubblico di via Giulia siano oltre i livelli - rivela Prodani -. Il fatto che stia passando tempo non può che preoccupare. Noi cittadini dobbiamo sapere se possiamo fidarci delle istituzioni che dovrebbero tutelarci. Nel momento in cui si sa che i terreni superano i livelli di inquinamento e si conoscono le origini, bisogna intervenire». 

«Se, come potrebbe essere per il Giardino Pubblico, i livelli oltre il limite saranno dovuti allo smog da traffico e riscaldamento, dovremo ripensare il modo di vivere la città; se è colpa della Ferriera invece bisogna andare avanti con la chiusura progressiva dell'area a caldo», conclude Prodani.

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