Uti giuliana, Carini (Startup): «Ridicola unione, rischio rivolta della Polizia municipale»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«Il primo fantastico risultato dello scempio che l’accoppiata Miss Friuli Serracchiani-Mister Andersen Cosolini vorrebbero imporre a Trieste attraverso la fusione amministrativa con Sgonico sarà la giusta rivolta della Polizia municipale triestina, chiamata a rivedere contratti e competenze in vista dell’assurda fusione tra oltre 200 effettivi in forza a Trieste e la casella vuota del paese carsico». 

Fabio Carini, candidato sindaco della lista civica apartitica Startup Trieste, lancia un grido di allarme dichiarandosi totalmente contrario alla costituzione operativa dell’Uti, acronimo che sul web riporta immediatamente a Urinary tract infection (Infezione alle vie urinarie…) e che invece, purtroppo, per tutti noi significa anche Unione territoriale intercomunale che, nel caso di Trieste, dopo le rinunce di Duino Aurisina, Muggia, San Dorligo della Valle e Monrupino, dovrebbe concretizzarsi nella ridicola unione amministrativa imperfetta di Trieste con Sgonico.

«Città metropolitana? Macchè, Uti Giuliana. Anzi no, Uti Trieste-Sgonico, una sorta di equilibrio perfetto tra due realtà palesemente identiche che solo Mister Andersen Cosolini può continuare a volere e proclamare ben sapendo di contribuire a fare di Trieste lo zimbello del Nord Italia, una capitale d’Europa ridotta a periferia friulana come da ordini impartiti da Miss Friuli Serracchiani».

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