Ettore Romoli presidente del Consiglio regionale: «Autonomia non è negoziabile e non è un privilegio, ma esercizio di responsabilità»

Eletto con 33 voti, l'80enne rappresentante di Forza Italia avrà come vice il leghista Mazzolini e il democratico Russo

foto Giovani Montenero

Ettore Romoli è stato eletto alla prima votazione, con 33 voti (su 48 votanti), come presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia. 

Il curriculum

Nato a Firenze il 9 aprile 1938. Laureato in economia e commercio all'Università di Trieste, è dottore commercialista ed è strato presidente dell'Ordine dei commercialisti di Gorizia e insegnante in materie tecnico-economiche alle scuole superiori. Consigliere comunale di Gorizia negli anno '80, co-fondatore di Forza Italia, è stato consigliere nazionale di Forza Italia, coordinatore regionale dal 1996 al 2003, responsabile per l'area nord-est dal 2005. Senatore della Repubblica nella XII legislatura, ha fatto parte della Commissione finanze e tesoro e della Giunta per gli affari comunitari di Palazzo Madama. Consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia nell'VIII legislatura, ha ricoperto la carica consiliare di capogruppo e giuntale di assessore alle finanze e programmazione. Deputato al Parlamento della Repubblica nella XIV legislatura, è stato componente della Commissione finanze della Camera. Dal 2007 al 2017 è stato sindaco di Gorizia; ha presieduto il Consiglio delle Autonomie locali.

Il discorso: la specialità e l'autonomia da salvaguardare e ampliare

«Ringrazio il Consiglio per la stima e la fiducia che mi è stata accordata, nella consapevolezza della responsabilità che assumo come presidente dell'Assemblea legislativa che è l'espressione più alta della rappresentatività del Friuli Venezia Giulia. In quest'Aula verranno definiti gli indirizzi e le azioni per la crescita e lo sviluppo della regione e sempre qui saremo chiamati ad affrontare con efficacia e tempestività le sfide che abbiamo di fronte. Per questo dobbiamo puntare alla qualità dei lavori consiliari che devono essere all'altezza del compito che ci è stato assegnato. Le riforme costituzionali degli anni scorsi hanno ridisegnato i rapporti tra Stato e Regioni e tra queste e le Autonomie locali, in una prospettiva di regionalismo rafforzato e di sussidiarietà. La difesa e la valorizzazione della specialità e dell'autonomia del Friuli Venezia Giulia non va vista in contrasto con un regionalismo differenziato che, sulla base di quanto previsto dall'art. 116, terzo comma, della Costituzione, consenta l'acquisizione di nuove funzioni alle Regioni ordinarie, sulla base di strumenti pattizi con lo Stato. La nostra autonomia, unitamente alle sue forme e condizioni particolari, che costituiscono la specialità, non è negoziabile e non rappresenta un privilegio, ma è l'esercizio di una responsabilità come dimostra ciò che ha saputo costruire il Friuli Venezia Giulia dal 1964 a oggi».

«In tale cornice sarà di estrema importanza il ruolo della Commissione paritetica Stato/Regione per il confronto paritario sul trasferimento di nuove funzioni, nonché per la ridefinizione dei rapporti finanziari e di compartecipazione al gettito erariale, he deve tener conto delle funzioni attribuite alla Regione e delle risorse necessarie per esercitarle. In questo quadro, la recente intesa con lo Stato in materia di compartecipazioni avrebbe dovuto seguire un percorso di maggior coinvolgimento del Consiglio regionale, favorendo la presentazione di proposte per l'introduzione di correttivi finalizzati alla salvaguardia e al rafforzamento dell'autonomia finanziaria della Regione, che negli ultimi anni si è già fortemente ridotta a causa dei tagli e dei prelievi legati all'abbattimento del debito e agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica».

«L'Assemblea non deve approvare tante leggi, piuttosto deve licenziare provvedimenti necessari, pensando al riordino della legislazione e seguendo un processo di semplificazione, trasparenza e delegificazione del corpus normativo regionale che avvicinerà il Consiglio ai nostri cittadini. Accanto ai classici poteri ispettivi delle interrogazioni e interpellanze e all'attività del Comitato di valutazione e controllo, assume rilievo irrinunciabile l'informazione e la comunicazione verso i cittadini per quanto concerne la produzione legislativa e le altre attività consiliari. È un compito importante perché l'Assemblea deve essere percepita dall'opinione pubblica come il momento più autorevole della sintesi, il livello istituzionale che si caratterizza per un'attività efficiente, trasparente e imparziale, contrastando l'immagine ingenerosa (che talvolta viene proposta) di un luogo teso alla tutela di prerogative percepite come privilegi».

I due vice: Mazzolini (Lega) e Russo (Pd)

Vicepresidenti del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, XII legislatura, sono stati eletti Stefano Mazzolini con 29 preferenze e Francesco Russo con 12. Stefano Mazzolini, classe 1971, è stato eletto nella circoscrizione di Tolmezzo, nella lista della Lega. Francesco Russo, classe 1969, è invece stato eletto nella circoscrizione di Trieste, nella lista del Partito Democratico.

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