Migranti, Fedriga-Zilli (LN): «Citti deve dare le dimissioni»

Zilli: «Ha dimostrato di parteggiare in modo privilegiato per gli immigrati e non per i nostri concittadini» Fedriga: «Utilizza il proprio ruolo solamente per finalità politiche»

«Dimissioni immediate di Walter Citti, garante per i diritti delle persone a rischio discriminazione». Le chiede il capogruppo alla Camera e segretario della Lega Nord Fvg Massimiliano Fedriga  commentando le parole che Walter Citti ha affidato ad una nota.
«Il fatto che questo signore, nominato dalla maggioranza di sinistra in Consiglio regionale, utilizzi il proprio ruolo non a difesa di chi subisce discriminazioni ma per finalità esclusivamente politiche, è di una gravità inaudita».
«A differenza di quanto vorrebbe far credere Citti, il Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Trieste è stato approvato al fine di tutelare la sicurezza delle persone e il decoro della città. L'asserita discriminazione che la sua applicazione determinerebbe nei confronti dei richiedenti asilo è pertanto frutto della fantasia di chi, senza alcun mandato popolare, sfrutta la propria posizione di privilegio per sollevare polveroni sul nulla».
«Se non sarà Citti, in uno slancio di buonsenso, a dimettersi - conclude Fedriga - mi aspetto che sia la stessa maggioranza che lo ha nominato a togliergli immediatamente l'incarico».

Dello stesso avviso Barbara Zilli (LN) che commenta così: «Il Garante per le persone discriminate dovrebbe presentare le sue dimissioni: è ormai evidente come in questi anni abbia dimostrato di parteggiare in modo privilegiato per immigrati e non per i nostri concittadini a rischio di esclusione sociale. È meglio che se ne vada». 
.«Siamo di fronte all’assurdo – dice Zilli – da quando Serracchiani governa questa regione, il razzismo al contrario è diventato ormai una realtà. Citti parla di integrazione, formazione professionale e linguistica. Il problema qui è che manca la reciprocità: è inutile cercare di integrare chi non ha nessuna intenzione di entrare a far parte del nostro tessuto sociale e culturale».
«Continuiamo così – dice Zilli – a far passare il messaggio che questo è il paese del Bengodi: in questo modo l’unico risultato che abbiamo è quello di creare tensione sociale».
«Quello degli arrivi continui ed incontrollati è un problema serio che va gestito con fermezza. L’accoglienza diffusa si è dimostrata un vero e proprio flop, il confine di Tarvisio continua ad essere un colabrodo. Le letterine a Minniti ormai non bastano più, bisogna anche agire di conseguenza».

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