Ferriera, M5S: «Necessaria chiusura progressiva dell’area a caldo»

Lo rileva in una nota Andrea Ussai, portavoce del MoVimento 5 Stelle - Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia: «Entro dicembre 2015 si concluderanno tutti i lavori sull'area a caldo della Ferriera che, a detta della presidente Serracchiani, dovrebbero garantire una produzione pulita»

«In commissione la presidente Serracchiani e i rappresentanti di Siderurgica Triestina hanno elencato tutti gli interventi già fatti sulla Ferriera ribadendo il rispetto dell'accordo di programma. Purtroppo però a fronte di pubbliche dichiarazioni di avvenuta esecuzione di tutta una serie di migliorie strutturali nessuno ha spiegato come mai si continuano a verificare gli sforamenti del limite di legge per le PM10 (125 contro i 35 consentiti all'anno) mentre le polveri non cessano di cadere copiosamente sulla città». 

Lo rileva in una nota Andrea Ussai, portavoce del MoVimento 5 Stelle - Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia

«Entro dicembre 2015 - sostengono - si concluderanno tutti i lavori sull'area a caldo della Ferriera che, a detta della presidente Serracchiani, dovrebbero garantire una produzione pulita. Peccato che non sappiamo ancora quanto durerà la verifica sul totale abbattimento delle emissioni nocive, che, in caso di esito negativo, dovrebbe comportare la chiusura dell'area a caldo!»  m5s fvg ussai cattinara-2

«Con tutta probabilità - spiega Ussai - verrà assecondata la volontà della proprietà (Arvedi) che aveva già spostato tale verifica a non prima della primavera 2016, smentendo la presidente Serracchiani, il sindaco Cosolini e gli impegni presi con i cittadini. Una volta rilasciata l’AIA - verosimilmente entro il 31 dicembre -, difficilmente si riuscirà a imporre la chiusura della parte a caldo dello stabilimento a un imprenditore privato, che, come ha già confermato nel Piano industriale di Siderurgica Triestina, continuerà la produzione a seconda della propria convenienza economica!»

«Come MoVimento 5 Stelle - conclude -  riteniamo che l'unica soluzione praticabile sia quella di prevedere un’AIA di scopo per la chiusura progressiva dell’area a caldo. Solamente in questo modo si riuscirà a tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini di Servola e di tutta la città ma anche la credibilità di una politica che finalmente potrà mantenere la parola data. I cittadini sono stufi di essere presi in giro con continue promesse mai mantenute».

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