Furti in cimitero, dopo le telecamere “le ronde” o l'"antitaccheggio"

Il sopralluogo in una stanza vuota di Sant’Anna è stata affrontata dalla III Commissione la mozione del leghista Claudio chiede maggiore sorveglianza: 8 le segnalazioni di furto nel 2017

Riunita in una stanza vuota dell’edificio principale del cimitero di Sant’Anna - la convocazione parlava di “sopralluogo” -  la III Commissione consigliare si è trovata a trattare la mozione del consigliere della Lega Michele Claudio che, in virtù delle notizie di cronaca relative ad alcuni furti all’interno del cimitero, chiede maggiore sorveglianza per evitare «episodi spregevoli: non solo furti di fiori, ma anche di oggetti e ricordi che qualcuno mette ai propri cari. Magari potrebbe essere previsto personale “anti-taccheggio” come nei negozi e supermercati».

Il presidente Panteca (Lista Dipiazza), dopo un battibecco con il collega della VI Porro (Fratelli d’Italia) sui meriti della commissione e di chi aveva presentato la mozione per la video sorveglianza - la campagna regionale è sempre più vicina -, ha fatto intervenire il direttore Del Bello di AcegasApsAmga che ha illustrato la situazione: «A livello di deterrente forse è stato fatto qualcosa con l’installazione delle sette telecamere a infrarossi. Ma è difficile controllare persona per persona, anche perchè non ne abbiamo l’autorità. In più occasioni abbiamo sollecitato la Polizia locale, Polizia di Stato e Carabinieri per dei passaggi con le auto di pattuglia così da far vedere che il cimitero e sorvegliato. Solo la Polizia locale ha risposto con qualche passaggio». 

Il direttore ha sottolineato come «soprattutto quando ci sono i periodi di ricorrenza di visita ai defunti noi chiediamo espressamente all’Amministrazione delle pattuglie per il controllo all’interno ma anche per eliminare i questuanti all’ingresso». Per una maggiore efficienza di controllo «abbiamo cominciato e stiamo finendo l’eliminazione di quegli alberi in eccesso che permette una visione di un campo visivo maggiore. Inoltre, per concentrare gli sforzi, abbiamo chiesto anche di restringere l’orario di apertura». 

Tornando ai furti «questi si sono verificati sia di giorno, ma anche durante l’orario di chiusura. Spesso ci scassinano la macchinetta con danno da 100 euro sulla porta e 300 euro alla macchinetta stessa per portare via forse 50 euro di bottino - ha aggiunto Del Bello -. Ricordiamoci poi che abbiamo un fenomeno come la Bora a Trieste, che spesso sposta i fiori che poi, non avendo né nome né cognome, li prendiamo e buttiamo per mantenere il decoro. Lo scorso anno (2017) abbiamo ricevuto 8 segnalazioni di furto di fiori o piccoli vasetti». 

Appurato nel corso del dibattito tra i consiglieri che è impossibile e anche poco elegante risalire all’identità di chi è presente in cimitero magari non parente, ma amico di famiglia del defunto, in conclusione il consigliere della Lista Dipiazza Massimo Codarin ha salvato la Commissione e la mozione con la proposta di un emendamento di commissione che semplicemente chieda anche a Polizia e Carabinieri di effettuare passaggi nel cimitero al fine di prevenire eventi spiacevoli. 

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