Terminale Siot, Gabrovec (Pd Ssk): «Gli abitanti di San Dorligo- Dolino pagano un prezzo troppo alto»

«La Regione spieghi come intende mitigare gli elevati rischi a cui sono esposti i suoi abitanti, gli animali e l'ambiente»

«A 50 anni dalla realizzazione del terminale petrolifero della Società italiana per l'oleodotto transalpino (Siot), gli abitanti del Comune di San Dorligo della Valle-Dolina continuano a dover pagare un prezzo troppo alto in termini ambientali, di salute e di vita quotidiana».

Scrive così il consigliere regionale del Pd-Slovenska skupnost Igor Gabrovec nell'interrogazione alla Giunta Serracchiani in cui ricorda che «ai danni diretti di consumo del suolo si sono aggiunti, nei decenni, quelli ambientali derivanti dalla nube tossica e dalle fuoriuscite di greggio provocate dall'attentato del 1972 e di perdite di petrolio dovute alle varie rotture delle condutture. Infine, ma non meno gravi, sono gli odori sgradevoli e nauseanti sprigionati costantemente dai serbatoi».

«Non si contano più ormai i comitati, le petizioni e le manifestazioni di protesta degli abitanti susseguitesi nei decenni - prosegue Gabrovec -, volte a richiamare l'attenzione sugli effetti collaterali di quello che è, a tutti gli effetti, un impianto strategico per l'Unione europea. Su iniziativa dell'Amministrazione comunale di San Dorligo della Valle-Dolina, è stata recentemente proposta l'istituzione di un tavolo tecnico a cui sono stati invitati anche Arpa e direzione Ambiente ed Energia della Regione».

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«Per questo - spiega ancora l'esponente della minoranza slovena - interrogo la Giunta per sapere se l'Amministrazione regionale sia in possesso di dati scientifici e aggiornati riguardanti l'impianto, quale sia la sua posizione in merito e quali strade intenda percorrere assieme agli altri soggetti coinvolti per mitigare gli elevati rischi a cui sono esposti gli abitanti, gli animali e l'ambiente in generale della zona, per tutelarli dalla nube maleodorante».

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