Gender, affondo di Roberti (Lega): «Ideologia pericolosa, Amministrazione comunale ha mentito»

Nuovo affondo del candidato sindaco e segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti contro l'amministrazione comunale: «Le bugie della sinistra sul tema dell'identità di genere sono state finalmente smascherate: il merito stavolta va attribuito ad Alex Gino, uno dei più noti autori di libri lgbt e gender su scala mondiale»

Gender, Roberti: «Sinistra sbugiardata da autore amico». Nuovo affondo del candidato sindaco e segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti contro l'amministrazione comunale.

«Le bugie della sinistra sul tema dell'identità di genere sono state finalmente smascherate: ma la notizia è che il merito stavolta non va attribuito alla Lega, che pure ha sempre manifestato la propria contrarietà al progetto di dissoluzione valoriale messo in atto dal Pd, bensì ad Alex Gino, uno dei più noti autori di libri lgbt e gender su scala mondiale, che ha involontariamente alzato il sipario sulle reticenze del sindaco uscente e dei suoi accoliti».

«Uno sbugiardamento doppio - insiste Roberti - sia nei confronti di chi nega l'esistenza di un'ideologia gender e la volontà di introdurla, in maniera nemmeno troppo strisciante, nei nostri sistemi formativi, che per quanto concerne l'asserita estraneità dell'ormai famoso 'gioco del rispetto' alla medesima». roberti felpa elezioni 2016-2

«Una nuova società fluida - continua la nota - , in cui il genere non è definito dalla natura ma dalla volontà di ogni individuo, prestandosi pertanto a mutare in qualsiasi momento: tale quadro non è dipinto dalla mano di qualche fanatico religioso, leghista o sentinella in piedi ma da un autore e studioso del tema gender, Alex Gino appunto, che vede in tale prospettiva una risposta alla famiglia tradizionale e il cui ultimo romanzo è stato presentato ieri sulla stampa».

«Ne deriva pertanto, con assoluta evidenza, che l'amministrazione comunale ha nuovamente mentito ai cittadini, promuovendo un progetto pericoloso per le nuove generazioni e venendo meno all'obbligo di trasparenza nei confronti dei genitori, che sono anzi stati destinatari un'ampia campagna di disinformazione».

«Da padre - conclude Roberti, prima ancora che da politico -conclude Roberti-, posso garantire che, a partire dalla prossima primavera, queste sciocche ideologie non avranno diritto di cittadinanza a Trieste».

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