Bolkestein, Giacomelli con Fidanza dal sindacato balneari: «Sostenere chi ha il coraggio di investire»

«Le concessioni triestine scadranno quasi per tutti nel 2020, ma gli imprenditori hanno fermato ogni tipo di investimento proprio in virtù dell’incertezza sul futuro»

«A Trieste è facile che a causa delle condizioni meteorologiche molto variabili una stagione estiva venga rovinata; se ci sono persone che hanno ancora il coraggio di investire, queste vanno supportate». Così Claudio Giacomelli, candidato al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia per Fratelli d’Italia, ha esordito allo stabilimento Sticco alla presenza del titolare, del segretario provinciale del Sindacato italiano balneari, e del neo deputato FdI Carlo Fidanza, esperto della direttiva europea Bolkestein, ex parlamentare europeo e nel 2016 nominato dal presidente della Liguria Toti Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la promozione turistica "In Liguria".
«Le concessioni triestine scadranno quasi per tutti nel 2020 (nello specifico di Sticco nel 2022), ma gli imprenditori, circa una decina, hanno fermato ogni tipo di investimento proprio in virtù dell’incertezza sul futuro – ha sottolineato Giacomelli -. Nelle nuove gare di aggiudicazione andrebbe quantomeno riconosciuta una premialità differente in base agli investimenti effettuati».
«Mi sono occupato della Bolkestein perché a San Benedetto del Tronto mio papà aveva uno stabilimento e quando è uscita la direttiva i suoi ex colleghi mi hanno coinvolto. La regione Liguria aveva fatto una legge di proroga, ma uno degli ultimi atti di Gentiloni è stato quello di impugnare questo provvedimento – ha spiegato Carlo Fidanza -. Noi come centrodestra abbiamo preso un impegno unitario e la volontà politica nostra è stata assunta solennemente; i 5 stelle hanno una posizione diversa (tendenzialmente pro aste con periodo transitorio ampio) e quindi se ci sarà un accordo di governo con loro andrà trovata una soluzione che vada bene a entrambi».
«La proroga può essere utilizzata per temporeggiare, perché durante quella che è stata la mia esperienza Europea ho visto che se non gli si porta la proroga come pezzo di provvedimento strutturato ti rimbalzano – ha aggiunto Fidanza -. Se muterà la guida del Paese e avremo un governo amico potremo valutare  delle alternative come il diritto di superficie, ma fintanto che non c’è questo governo amico si può fare una legge regionale per tutelare gli investimenti perché finchè non viene impugnata vige quella».
«Bisogna capire che qui noi qui lavoriamo prevalentemente con la gente del posto – ha rimarcato Marco Salviato, segretario provinciale Sib -; non siamo nella Riviera romagnola dove hai turisti esteri che prenotano e si fanno comunque la vacanza, qui noi abbiamo i triestini che usufruiscono dei nostri stabilimenti e come detto, se il tempo non è bello, perdiamo una stagione».

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