Relazioni internazionali, Gombacci: «Trieste giochi tutte le sue carte per essere al centro delle relazioni Italia-Russia»

Le affermazioni di Marco Gombacci consulente ed analista di affari europei, ex consigliere politico al Parlamento europeo che vive e lavora da nove anni a Bruxelles

«Trieste deve giocare tutte le sue carte per essere al centro del rilancio per le relazioni Italia-Russia e UE-Russia sia per la sua posizione geografica sia per il naturale sguardo ad Est della nostra città», afferma Marco Gombacci durante una presentazione al Caffè Tommaseo di un libro sulle tecniche di comunicazione del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.
Gombacci, triestino, classe 1985, consulente ed analista di affari europei, ex consigliere politico al Parlamento europeo, vive e lavora da nove anni a Bruxelles, capitale dell’Unione Europea.

«Quando si parla di Russia, il giudizio delle persone viene basato sulle proprie simpatie o antipatie per Putin. Vi è la necessità di approfondire l’argomento, non solo a slogan ma anche dal punto di vista storico, culturale, umano e politico», ha continuato Gombacci.
«Considerare la Russia una forza regionale, come disse Obama una volta scoppiato il conflitto Russo-Ucraino, è stato un macroscopico errore. Abbiamo visto come nel conflitto siriano, l’intervento della Russia sia stato decisivo per l’esito della guerra», dice Gombacci che è appena tornato da un’esperienza proprio in Siria a fianco delle truppe cristiano siriane che combattono le bandiere nere dell’Isis.

«L’Italia deve essere il paese europeo che dovrebbe guidare il rilancio delle relazioni UE-Russia e Trieste deve cogliere al volo questa occasione e proporsi ad ospitare un summit su questa tema», Gombacci invita così le istituzioni cittadine ad operarsi a riguardo.
"Non sono la moglie, la fidanzata o un’amica degli altri leader mondiali. Sono il Presidente della Federazione Russa e rappresento più di 146 milioni di russi", è una delle frasi citate nel libro presentato al Tommaseo, «Ed è leggendo questa frase che capisco che è arrivato il momento che i politici italiani affrontino la questione russa dal nostro punto di vista di italiani e non dal punto di vista di qualcun altro, come troppo spesso è accaduto in passato», conclude Gombacci.

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