Accoglienza migranti, Iacop: «Tutti i paesi Ue devono farsene carico»

«All'hotspot di Pozzallo altissima professionalitá e lavoro di rete tra Istituzioni e organizzazione non governative»

Alla visita che la delegazione della Cosac guidata dal Senatore Vannino Chiti e composta da parlamentari di 21 paesi dell'Unione europea, ha svolto a Pozzallo ha preso parte una delegazione della Conferenza dei Consigli regionali italiani composta dal Coordinatore Iacop, presidente del Friuli Venezia Giulia, e dai Presidenti Ardizzone (Sicilia), Cotugno (Molise) e Cattaneo (Lombardia), presenti rappresentanti di Istituzioni, autorità locali, associazioni della società civile e Ong.
Ha avuto luogo la visita all'hotspot di Pozzallo, uno dei centri maggiormente coinvolti nell'accoglienza dei migranti e qui la delegazione europea ha potuto conoscere tutti gli aspetti della ospitalità dei migranti dall'arrivo e primo soccorso medico e psicologico, all'identificazione ed allo smistamento successivo.

«L'hotspot di Pozzallo ha dato prova di essere una organizzazione di cui la Sicilia e l'Italia possono essere fiere, come ha ammesso anche il Presidente della Commissione europea Juncker» - ha dichiarato Iacop.
Si è parlato dell'importanza delle figure dei mediatori culturali, sia per garantire il rispetto dei diritti, sia per ottenere le informazioni necessarie.
«È stata un'occasione preziosa, davvero molto utile. La visita all'hotspot di Pozzallo ci ha permesso non solo di verificare come uno dei centri di prima accoglienza sulle crisi migratorie più importanti d'Italia sia arrivato a una elevata capacità di risposta con altissima professionalitá e lavoro di rete tra Istituzioni e organizzazione non governative» - ha affermato Franco Iacop in qualità di Coordinatore della Conferenza delle Assemblee legislative.

«La nostra delegazione ha avuto modo di avere coscienza piena della grande capacità organizzativa ad affrontare uno degli obblighi che l'Italia ha come frontiera europea, ma con altrettanta convinzione dobbiamo dire che il fenomeno non è di emergenza, ma strutturale e perciò richiede l'organizzazione e l'apporto di tutti i paesi europei. Ieri e oggi avremmo voluto vedere divise europee piuttosto che solo italiane - ha sottolineato Iacop».
«Pozzallo è un confine europeo, non solo italiano e quindi tutti i Paesi dell'Unione devono farsene carico. Questo è emerso in modo chiaro. In quanto rappresentanti delle Regioni, ed i Sindaci con noi, siamo direttamente coinvolti nella seconda fase della ri-collocazione. Sono enormi i problemi da affrontare e non possiamo essere solo noi, enti territoriali italiani, a farcene carico».
«Credo che i colleghi europei abbiamo compreso che non siamo più di fronte ad una emergenza, ma a una crisi che si protrarrà negli anni - ha concluso il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia -: ringrazio pubblicamente le istituzioni e le autorità preposte a Pozzallo per il lavoro che fanno e il presidente Vannino Chiti per aver promosso questa iniziativa europea».

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