Immigrati: parla il Garante diritti della persona del FVG

Il Garante regionale dei diritti della persona richiama le forze politiche e gli esponenti politici regionali e locali ad affrontare il dibattito sull'immigrazione e dell'asilo perchè si evitino strumentalizzazioni che possano suscitare sentimenti di avversione, xenofobia o razzismo nei confronti dei richiedenti asilo

A seguito della tragedia di proporzioni immani avvenuta nei giorni scorsi nelle acque del Mediterraneo, il Garante regionale dei diritti della persona richiama ancora una volta l'attenzione della comunità regionale sulla situazione dei richiedenti la protezione internazionale. L'intervento porta la firma dei tre componenti dell'organo di garanzia - Fabia Mellina Bares, Giuseppe Roveredo e Walter Citti - che così proseguono. Il Garante regionale ricorda innanzitutto che il diritto alla protezione internazionale di coloro che fuggono da persecuzioni individuali, da conflitti e violenza generalizzata, costituisce un diritto umano fondamentale riconosciuto dalle Convenzioni internazionali, dall'ordinamento dell'Unione europea e dalla Costituzione italiana.

Le istituzioni europee e nazionali sono chiamate a realizzare interventi coerenti con i valori fondanti dell'Unione europea: l'umanità, la solidarietà e il rispetto dei diritti umani. Misure fondate soltanto sul contrasto all'arrivo dei migranti e dei rifugiati potrebbero aumentare ulteriormente i rischi e le situazioni di abuso e di violenza nei loro confronti nei Paesi di
transito, prima fra tutti la Libia, con conseguente violazione del principio fondamentale del non-respingimento delle persone verso luoghi ove possano essere sottoposte a tortura o
trattamenti inumani e degradanti.

Il Garante regionale dei diritti della persona sottolinea dunque la necessità che vengano ugualmente rafforzate le operazioni di ricerca e soccorso in mare, che si creino canali umanitari di immigrazione regolare, alternativi a quelli gestiti dai trafficanti di uomini, in particolare per le persone che possanovantare legami familiari con persone già presenti nei Paesi europei, che venga  significativamente aumentato il programma di reinsediamento nei Paesi occidentali di rifugiati presenti nei campi profughi della Giordania e del Libano e che venga garantito un maggiore supporto ai Paesi come l'Italia, Malta e la Grecia che sono maggiormente interessati da questo afflusso, anche mediante una redistribuzione più equa delle accoglienze mediante un'applicazione meno rigida dei criteri del Regolamento Dublino.

La Regione FVG deve continuare a offrire il suo contributo per assicurare la fondamentale accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Pur non sottovalutando gli elementi di criticità dell'attuale situazione e gli sforzi sinora compiuti, il Garante regionale condivide l'esigenza di una programmazione dell'accoglienza maggiormente condivisa tra la Regione, le Prefettura, gli enti locali e il volontariato, che necessariamente deve prevedere un maggiore coinvolgimento degli enti locali affinché la distribuzione delle responsabilità non ricada in misura sproporzionata sui comuni capoluogo delle tre province di Trieste, Udine e Gorizia, ma si possa realizzare nel contempo un aumento delle capacità di accoglienza e una più capillare e diffusa distribuzione sul territorio, funzionale a ridurre l'impatto sociale e a garantire una più efficace integrazione ed inclusione sociale.

Il Garante regionale dei diritti della persona, inoltre, richiama le forze politiche e gli esponenti politici regionali e locali ad affrontare il dibattito politico sui temi dell'immigrazione e dell'asilo in un'ottica che eviti il ricorso a strumentalizzazioni che possano suscitare nella popolazione sentimenti di stigmatizzazione, avversione o rigetto di natura xenofoba o razzista nei confronti dei richiedenti asilo.

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