Galleria Bombi, Ziberna: «Va fatta chiarezza sul perchè i migranti partano per Gorizia dalle altre città»

«Siamo pronti a gestire l'accoglienza con un progetto Sprar, ovviamente con 90 richiedenti al massimo, a patto che le altre convenzioni in essere, che oggi interessano circa 300 profughi, non vengano più rinnovate alla scadenza»

«Se la situazione non fosse drammatica ci sarebbe da ridere: oggi si scopre che ci sono migranti che arrivano a Gorizia da altre città italiane per dormire in Galleria Bombi e, allora, le cose sono due, o scappano da qualche lager "nazionale" oppure qualcuno li chiama o li manda. In ogni caso va fatta chiarezza».
Il sindaco, Rodolfo Ziberna, commenta così l'intervento dell'assessore regionale alla Solidarietà, Gianni Torrenti, in risposta ad un'interrogazione. «Ha detto chiaramente che a Gorizia ci sono nuovi arrivi, in queste settimane, che non provengono dal confine orientale ma da altre zone d'Italia e nonchè da tempo soggiornanti in Europa».
«Ebbene - rimarca il sindaco- non può che farci piacere il fatto che si stia approfondendo l'aspetto fondamentale di ciò che sta accadendo nella nostra città, ovvero i flussi anomali che hanno determinato la situazione venutasi a creare in Galleria Bombi. Da diversi mesi stiamo denunciando questo fatto e non posso che ringraziare chi ha preso sul serio i nostri appelli, a partire dal commissario del governo, Annalaura Porzio e ha avviato un approfondimento su questo fondamentale nodo».

«Mi auguro davvero -prosegue il sindaco - che venga fatta chiarezza sui motivi per cui richiedenti ospitati in altre città italiane o europee che, penso, non hanno mia sentito parlare di Gorizia, in numero sempre maggiore intraprendono un viaggio in auto, in pullman o con altri mezzi per arrivare nella nostra città e dormire nella Galleria Bombi».
«Non solo. Mi piacerebbe anche sapere come mai, su facebook, alcune persone, da tempo, danno per certo l'arrivo a Gorizia di centinaia di profughi. Come fanno a saperlo? Troppe cose sono poco chiare e, intanto, una città è stata messa alla gogna ingiustamente».
Ma Ziberna è si determinato ad andare fino in fondo sulle anomalie degli arrivi «che devono assolutamente essere bloccati»,  ma è altrettanto deciso a seguire anche la strada del ridimensionamento del numero di quelli ospitati nelle varie strutture.

«Condivido il fatto che il San Giuseppe non debba svolgere un ruolo da centro di accoglienza permanente ma debba diventare un luogo per un decoroso primo ricovero in caso di necessità come quelle createsi nella galleria Bombi- sostiene - ma andrei anche oltre».
«Come Comune siamo pronti a gestire l'accoglienza con un progetto Sprar, ovviamente con 90 richiedenti al massimo, a patto che le altre convenzioni in essere, che oggi interessano circa 300 profughi, non vengano più
rinnovate alla scadenza. È evidente - conclude Ziberna - che, in questo caso, ci troveremmo di fronte a una situazione anche socialmente sostenibile che sarebbe senz'altro accolta con favore dalla città».

Potrebbe interessarti

  • I benefici del latte di mandorla. Gli usi, le proprietà e le controindicazioni

  • Cucina di mare a Trieste, dove e perché mangiare pesce

  • Manutenzione forno, ecco 4 rimedi eco-friendly per una massima igiene

  • Piante grasse, ecco 5 motivi per cui averle in casa fa bene alla salute

I più letti della settimana

  • Autorizzata la caccia con fonti luminose ai cinghiali

  • Trieste Trasporti, dal 1 luglio attivi i bus a chiamata

  • I benefici del latte di mandorla. Gli usi, le proprietà e le controindicazioni

  • Rintracciati 40 migranti a Gorizia, SAP: "Bene minaccia sospensione Schengen"

  • A torso nudo con cappello da cowboy molesta le passanti

  • Perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada: due persone all'ospedale

Torna su
TriestePrima è in caricamento