Immigrazione, Torrenti: «Buona accoglienza profughi per diritti di tutti»

«La buona accoglienza va incontro ai diritti dei richiedenti asilo ma anche dei residenti». Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura e Solidarietà , Gianni Torrenti, alla seduta della Commissione del Comune di Udine

«Proprio la gestione dell'emergenza a Udine ha creato le condizioni per un modello diverso, fondato su due tappe fondamentali: quella della prima accoglienza e quella della distribuzione territoriale" ha dichiarato Torrenti, ricordando l'intervento in atto all'ex caserma Cavarzerani (che potrà ospitare 300 profughi), individuata tra le sei strutture "hub" (tre nella provincia di Udine e una per ciascuna della altre province del Friuli Venezia Giulia). Una riqualificazione che, come ha affermato Honsell, «fa sì che le scene che abbiamo
assistito al parco "Moretti" appartengano al passato».

L'assessore ha ricordato gli interventi della Regione nel supportare i Comuni che si trovano a gestire minori non accompagnati e per impiegare i richiedenti asilo in lavori socialmente utili: «Una pratica che ha favorito un percorso di integrazione e che si è rivelata piuttosto efficace, con soddisfazione delle persone coinvolte e dei Comuni che hanno provato questa esperienza. Ad oggi sono stati attivati una
ventina di progetti in regione con una media di 15 persone coinvolte". Positivo anche il riscontro delle pattuglie miste tra le forze dell'ordine italiane e austriache: «Grazie a questo lavoro sono state arrestate oltre 50 passeur nel 2015. - ha ricordato l'assessore - Ora stiamo impostando un lavoro analogo con la Slovenia».

Torrenti ha quindi illustrato alla Commissione consiliare il piano di accoglienza diffusa predisposto dalla Regione, «parametrato sulla popolazione con un meccanismo di compensazione in base alla presenza di immigrati regolari. La scelta di fare riferimento agli ambiti socioassistenziali permette di valutare le diverse disponibilità  di accoglimento da parte dei Comuni, evitando fenomeni di eccessiva concentrazione».

Secondo l'assessore, «se il fenomeno viene gestito in maniera organizzata è possibile eliminare problemi e sofferenze, fermo restando che serve la collaborazione dello Stato e delle altre Regioni. Possiamo comunque riscontrare all'interno del Friuli Venezia Giulia dei passi avanti nella disponibilità dei singoli Comuni all'accoglienza, tanto che attualmente nella città di Udine c'è il 50 per cento dei richiedenti presenti, un dato decisamente in calo rispetto a qualche mese fa».

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