Immigrazione, Torrenti: «Accoglienza diffusa riduce migranti in città»

L'associazione dei Comuni è il luogo proprio per confrontarsi e affrontare la questione, coinvolgendo e convincendo le molte città più piccole che non accolgono neppure minimi contingenti di migranti

«I Comuni maggiori devono portare dentro l'Anci FVG il problema di un equilibrio nella distribuzione dei migranti sul territorio. L'Associazione dei Comuni è il luogo proprio per confrontarsi e affrontare la questione, coinvolgendo e convincendo i molti Comuni più piccoli che non accolgono neppure minimi contingenti di migranti. Una collaborazione vera da parte di questi Comuni darebbe un grande sollievo alle città maggiori». Questa la posizione dell'assessore regionale all'Immigrazione, Gianni Torrenti, a fronte dell'iniziativa del sindaco di Gorizia nei confronti dei colleghi delle città maggiori della regione, sulla questione dei migranti.

L'ipotesi di creazione di sottocommissioni per la valutazione delle domande d'asilo, quale strumento per contenere la presenza di migranti nei capoluoghi, secondo Torrenti «non porterebbe ad alcun risultato nella riduzione del numero di migranti nei comuni capoluogo». Come ha spiegato Torrenti i «grandi centri devono coniugare una presenza percentualmente corretta di migranti, misurata sulla base delle loro dimensioni, con l'affluenza dovuta alla presenza di prefetture e questure, che sono punti di riferimento obbligati per i richiedenti asilo. Importante è mantenere questo equilibrio, e più volte la Regione si è attivata con il Governo a questo fine, per chiedere e ottenere che contingenti di migranti fossero trasferiti in altre regioni. Senza questi interventi i numeri sarebbero ben diversi».

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Per quanto concerne le attività socialmente utili in cui potrebbero essere impiegati i migranti, Torrenti ha sottolineato che «in parecchi piccoli comuni sono già partiti numerosi progetti, mentre per i capoluoghi prenderanno il via a breve, posto che in particolare Gorizia ha finora manifestato disinteresse verso queste opportunità». Inoltre, l'assessore ha ricordato che, «rispetto ai 12mila migranti giunti in Friuli Venezia Giulia, lo scorso anno meno di duemila sono rimasti in regione. Città come Gorizia hanno un problema maggiore di altre località, ma va riconosciuto che senza la 'solidarietà' degli altri Comuni italiani oggi nel capoluogo isontino il numero di migranti sarebbe decisamente maggiore. Rispetto al ruolo del Friuli Venezia Giulia nell'ambito della nuova strategia di gestione del fenomeno migratorio in Italia - ha concluso Torrenti - ascolteremo con interesse e attenzione il ministro Minniti e gli esporremo ancora meglio le nostre specificità».

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