Immigrazione, Torrenti: «I dati siano uno strumento per governare meglio i processi di integrazione»

«I dati del 'Rapporto 2016 sull'immigrazione in Friuli Venezia Giulia' non valgono solo come importante monitoraggio statistico, ma devono essere uno strumento per fronteggiare la necessità urgente di governare meglio i processi di integrazione. Un dato su tutti fa riflettere e mostra una composizione multietnica e complessa della nostra società: i nati con almeno un genitore straniero sono il 44,2 per cento a Pordenone e il 40,6 a Udine». È il commento dell'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti alla presentazione del rapporto annuale sullo stato dell'immigrazione, elaborato dall'Ufficio statistica del Servizio regionale programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione su fonti Istat, ministeri dell'Interno e dell'Università (Miur) e Prefetture disponibili al 14 ottobre 2016.

Oltre al contributo degli stranieri alla riduzione del tasso negativo di crescita naturale (1 bambino su 5 ha almeno un genitore straniero) Torrenti ha evidenziato su tutti un altro dato: l'indice di dipendenza totale, ovvero il rapporto tra coloro che hanno bisogno di essere mantenuti e coloro che li mantengono. L'indice di dipendenza totale - che rapporta il numero di persone «dipendenti» per questioni di età (minori di 15 anni e maggiori di 64) al numero di coloro che dovrebbero mantenerli (di età 15-64 anni) - mostra uno squilibrio verso le età più giovani per la sola popolazione straniera (28,9% contro il 50% dell'equilibrio) e verso le età più anziane per la popolazione totale (61%). «L'indice - fa notare Torrenti - supera abbondantemente il 50 per cento compatibile con il nostro sistema sociale e si assesta a quel 61 per cento, nonostante il positivo apporto della popolazione straniera, che è al 28,9 per cento. L'esame congiunto di questi due dati prettamente numerici e di quelli che riguardano l'integrazione ci dicono due cose: c'è bisogno di mettere in campo politiche di incremento delle nascite per equilibrare nel lungo periodo l'invecchiamento della popolazione. Sull'equilibrio demografico si gioca, infatti, la tenuta di tutto il sistema produttivo, sanitario e sociale, e per quest'ultimo le politiche di integrazione sono strategiche", ha affermato l'assessore.

«Qui in Friuli Venezia Giulia, non solo formiamo persone altamente scolarizzate e che poi si trasferiscono all'estero, ma siamo attrattivi esclusivamente per un'immigrazione i cui costi di scolarizzazione e formazione sono totalmente a nostro carico. Anche su questo va stimolato un percorso di riflessione che coinvolga istituzioni, atenei, mondo del lavoro».

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