Approvazione ddl regionale mobilità ciclistica, Lauri: «Passo importante e storico per Fvg»

Le parole di Giulio Lauri, consigliere regionale, in occasione dell’approvazione della Legge regionale 248 “Interventi per la promozione della nuova mobilità ciclistica sicura e diffusa”

«Migliorare gli stili di vita dei cittadini orientandosi alla tutela dell'ambiente e della salute è un compito centrale della politica e di una pubblica amministrazione. Oggi con questa nuova legge il passo è importante e quasi storico per la nostra Regione: da oggi il Friuli Venezia Giulia è una regione più europea» ha dichiarato Giulio Lauri, consigliere regionale, oggi, in occasione dell’approvazione della Legge regionale 248 “Interventi per la promozione della nuova mobilità ciclistica sicura e diffusa”. Il nostro mondo vive minacciato da fonti inquinanti. Impianti industriali e di riscaldamento impattano negativamente e in modo costante. Un nodo che i tempi impongono di sciogliere nel prossimo futuro. Ma anche le emissioni causate dal traffico hanno grande responsabilità nella formazione delle famigerate PM10, comprovato fattore di rischio per la salute.

«Nel 2013 si sono persi quasi 23mila anni di vita potenziale nella nostra Regione» ha continuato Giulio Lauri, «soprattutto a causa di tumori polmonari e patologie cardiovascolari, ascrivibili proprio a quel tipo di inquinamento ambientale. L’Italia, per queste cause, registra 66.000 morti premature annue, il paese più colpito in Europa. E secondo uno studio recente di ARPAT, Trieste è, con Milano, la città italiana che dà il maggior contributo alle emissioni di anidride carbonica. Ma le soluzioni esistono: chiunque di noi abbia visitato città come Amsterdam, Copenaghen, San Sebastian, Lione, Berlino (l’elenco potrebbe a lungo continuare, per fortuna) sa di cosa stiamo parlando: contesti urbani ripensati a misura di ciclista e di pedone. Qualità della vita, sostenibilità ambientale e salute ne guadagnano a piene mani». Ancora Lauri: «Un'azione decisa in questa direzione, da oggi, si avvia finalmente anche nella nostra Regione in modo coordinato e diffuso. I fruitori primi sono cittadine e cittadini: coloro che oggi usano la bici prevalentemente nel tempo libero e che da domani la potranno usare di più per andare al lavoro, a scuola, a fare piccole spese, a trovare gli amici. E che devono poterlo fare liberamente. Ossia in sicurezza».

Qui va ricordato che l’Italia entro due mesi potrà essere deferita alla Corte Europea per inadempienza sulla questione dell’inquinamento urbano (sforamenti PM10 ripetuti e continuativi). E che il FVG è nelle Regioni inadempienti. Una legge come questa diventa quindi non solo utile ma anche urgente.

E poi c’è la questione della salute: «Andare in bicicletta fa bene, a se stessi e all’ambiente. Diventa imprescindibile che l’amministrazione pubblica debba favorire questa pratica” continua Lauri. E andare in bicicletta deve essere semplice, sicuro, diffuso. Il ciclista deve avere i suoi diritti di frequentatore della viabilità pubblica. A questi obiettivi si rivolge la Legge regionale 248 che dà concretamente il via al miglioramento, alla creazione, alla messa in sicurezza di una viabilità ciclistica diffusa, sicura e condivisa. Che si declina anche in termini economici.

Aggiunge Lauri: «Dobbiamo anche parlare di un altro impatto importante della nuova legge, quello sul cicloturismo. La nostra Regione fa parte di reti europee di itinerari ciclistici come Eurovelo. In particolare, unica regione italiana, ci troviamo all’incrocio di ben tre di queste importanti reti che collegano l’Europa dell’Est, dell’Ovest e del Mediterraneo. E va sottolineato che si tratta di un turismo sostenibile in piena espansione, che ha registrato una crescita del 17%, un turismo slow che vive il territorio, che desidera conoscerlo, percorrerlo e anche gustarlo. Un turismo 'esperienziale' ad alto impatto relazionale. In una Regione fatta di piccoli borghi, di piccole pieve campestri, di colone, montagne, laghi, torrenti e fiumi, è il calibrato modello di turismo: non grandi numeri e presenze a spot, ma una a frequentazione costante e continua. Il cicloturismo trasforma il turismo in viaggio slow, in vivibilità diretta che significa valorizzazione culturale, ambientale e anche economica, di un territorio».

«Voglio infine ricordare che Il testo di legge è uscito dalla Commissione con un’approvazione unanime che sottolinea ampia condivisione su un tema così importante e che la stesura del provvedimento ha visto il coinvolgimento di chi sulla mobilità ciclistica è direttamente coinvolto come le associazioni ambientaliste e quelle dei cicloamatori».

E proprio per ribadire l’importanza delle reti associative e la centralità dell’espressione della società civile su questi temi, grazie all’emendamento 11bis, la Legge istituisce gli Stati generali sulla mobilità ciclistica che si riunirà ogni due anni per monitorare questi temi e i loro sviluppi, ma che sarà soprattutto una sede finalizzata a progettare le iniziative per fare crescere una cultura comune su questi temi.

Conclude infine Lauri: «Su questo tema il nostro impegno è stato convinto e deciso, dagli inizi della legislatura. E il primo passo concreto, tra gli altri, è stata l’istituzione dell’innovativo contributo regionale per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita. Un provvedimento segnalatoci anch'esso dalle associazioni e che ho proposto e sostenuto con convinzione. Perché andare in bici fa bene, alla salute e all’ambiente, e ormai abbiamo dati medici e scientifici che lo attestano unanimemente. L’amministrazione regionale ha destinato quasi mezzo milione di euro per sostenere i cittadini nell’acquisto di migliaia di bici a pedata assistita oggi circolanti in Regione e la misura ha avuto un successo straordinario tanto che oggi, persino in una città con tante salite come Trieste, l'uso delle biciclette è molto più diffuso».

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