Macerata, Scoccimarro (FdI): «Non accetto lezioni da chi ha fatto della solidarietà un business»

«Fratelli d'Italia propone l'espulsione dei clandestini e lo stop al business dell'accoglienza, ma contemporaneamente un piano internazionale d'investimenti per aiutare le popolazioni del continente africano»

«Fare dei paralleli fra il grave episodio di Macerata e responsabilità morali dei partiti del centrodestra triestino come Fratelli d'Italia mi sembra una follia: si tratta invece di un episodio che merita massima attenzione anche per evitare fenomeni di emulazione. Sono esterrefatto delle parole in libertà del direttore dell'Ics che conosco solo in quanto so occuparsi del "business dell'accoglienza" a Trieste; lo stesso business che Fratelli d'Italia vuole sia rendicontato per legge e ridotto ai soli bisognosi di accoglienza e protezione umanitaria di donne, bambini e nuclei familiari che fuggono dalla guerra».
Il coordinatore di Fratelli d’Italia per il Friuli Venezia Giulia e candidato al Senato della Repubblica Fabio Scoccimarro replica al comunicato “shock” del direttore Ics che ipotizzava un nuovo caso Macerata questa volta a Trieste: «Ritengo che per simili deliri sia stato male consigliato al fine di ottenere visibilità mediatica in vista di una sua prossima candidatura nel Consiglio regionale Fvg».

«Fratelli d'Italia, oltre a contrastare l'immigrazione irregolare tramite il controllo delle frontiere, il blocco navale con rimpatrio immediato a seguito di accordi con gli stati di provenienza, propone l'espulsione dei clandestini e soprattutto lo stop al business dell'accoglienza, ma contemporaneamente - aggiunge Scoccimarro - un piano internazionale d'investimenti per aiutare le popolazioni del continente africano».
«Proprio a questo riguardo - rivela il coordinatore Fvg del partito di Giorgia Meloni -, mi costa rompere la riservatezza sulle attività benefiche svolte da anni tramite di una Onlus fondata dalla mia famiglia con la quale promuoviamo in Tanzania un progetto scientifico; abbiamo creato un villaggio didattico e avviato una sinergia tra scienziati italiani e ricercatori africani, il tutto propedeutico allo sviluppo medico scientifico in Tanzania. Detto questo - conclude Scoccimarro -, non accetto lezioni da chi ha fatto della solidarietà un business».

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