Migranti, Piccin (FI): "Sinergia tra Italia e Slovenia e più pattuglie miste"

Lo afferma la consigliera regionale all’audizione dei quattro Prefetti regionali nella VI commissione consiliare: "Secondo i prefetti servirebbero almeno 100 agenti dedicati. Dal centrosinistra argomentazioni prive di fondamento"

«La Regione solleciti lo Stato a impegnarsi su due fronti nella lotta contro gli ingressi irregolari di migranti in Friuli Venezia Giulia: sono necessari un’intesa diplomatica tra Italia e Slovenia e la garanzia di ottenere più forze dell’ordine per intensificare le pattuglie miste al confine e i controlli tesi ad arrestare i passeur». Lo afferma la consigliera regionale Mara Piccin (Forza Italia), presente all’audizione dei quattro Prefetti regionali nella VI commissione consiliare.

Accoglienza, da luglio trasferiti in altre regioni oltre 1200 migranti

"Dal centrosinistra argomentazioni prive di fondamento"

«Dall’illustrazione dei dati dei prefetti – continua Piccin – emerge come la situazione in regione su numero e gestione dei richiedenti protezione internazionale sia tornata sotto controllo, rispetto al caos degli scorsi anni. Una situazione tranquilla e tranquillizzante per la sicurezza dei cittadini. Evidentemente al centrosinistra ciò non va bene: nel corso dell’audizione ha cavalcato argomentazioni prive di fondamento, dai presunti maltrattamenti d’oltreconfine rispetto ai quali il nostro Paese non ha responsabilità, al fatto che siano coinvolte famiglie migranti, che tra l’altro, di fatto, sono quasi inesistenti (solo 11 nuclei familiari su 409 persone richiedenti protezione in accoglienza nella provincia di Pordenone, 21 su 873 in quella di Udine)».

"Potenziare le pattuglie miste"

«Se, come è emerso, la situazione è migliorata rispetto al passato – aggiunge Piccin - va sì dato atto a quanto fatto negli anni, ma serve un ulteriore sforzo contro gli ingressi irregolari attraverso il nostro confine. Questa Regione è in controtendenza rispetto alle altre: l’immigrazione è proseguita lungo la rotta balcanica mentre gli sbarchi al sud sono diminuiti. Per questo siamo favorevoli a un potenziamento delle pattuglie miste (secondo i prefetti servirebbero almeno 100 agenti dedicati) e a un’azione diplomatica tra ministeri di Italia e Slovenia. Che sia la strada giusta lo dimostra il fatto che i controlli delle forze dell’ordine hanno consentito un aumento di arresti dei passeur: dai 22 del 2018 ai 33 dei primi nove mesi del 2019 (più 35 per cento)».

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