Piano ambulanze, Modica (FdI): «Sistiana e Duino sempre più isolate»

«Deve esser garantito a tutti i cittadini il pari diritto di poter acceder al servizio di emergenza, con la stessa qualità ed uniformità»

«Con l'approvazione del piano regionale dell'urgenza emergenza, l'automedica di Monfalcone fu soppressa, pur avendo io stesso protestato e denunciato pubblicamente come un simile taglio andasse a penalizzare un territorio molto vasto che dal monfalconese arriva fino a Sistiana ed oltre». Comincia con questa premessa la nota inviata dal candidato al consiglio regionale per Fratelli d'Italia, Modica Matteo.
«È notizia di qualche ora fa - continua Modica - che il responsabile della Sala Operativa Regionale Emergenza Sanitaria (Sores) ha disposto di spostare l'ambulanza di soccorso avanzato che staziona in orario notturno presso la postazione di Santa Croce, nella sede di Opicina, questo per far sì di poter garantire anche il soccorso in città in caso in cui tutte le ambulanze si trovano ad essere impegnate».
«È evidente quindi come il piano dell'urgenza emergenza per l'ennesima volta dimostri di far acqua da tutte le parti in quanto, chi lo ha redatto non ha calcolato in modo ottimale il fabbisogno dei mezzi necessari a garantire la completa copertura del territorio», insiste Modica.

«Vorrei davvero capire come i dirigenti della Sores pensano di agire con l'imminente arrivo della stagione estiva, con la baia di Sistiana affollata di migliaia di giovani. E queste risposte le devono fornire ai cittadini. A tal fine quindi è opportuno correre ai ripari prevedendo di estendere la copertura oraria dell' automedica che presta servizio in orario diurno,  anche per il servizio notturno, e di implementare il sistema con un ulteriore ambulanza di soccorso avanzato aziendale».
Conclude Modica: «come ho avuto già modo di dire, non si possono fare esperimenti sulla pelle dei cittadini. La sanità è un bene primario sancito dalla Costituzione e deve esser difesa e tutelata. E deve esser garantito a tutti i cittadini il pari diritto di poter acceder al servizio di emergenza, con la stessa qualità ed uniformità. Bisogna quindi prender mano le riforme, e davvero ricominciare da capo».

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