Mozione Autovie Venete, Serracchiani: «Non ci sono le criticità rilevate»

Respinta la mozione con 25 voti contrari della maggioranza e 19 voti a favore delle opposizioni

Con 25 voti contrari della maggioranza, e 19 voti a favore delle opposizioni, l'Aula ha respinto la mozione 255, "Autovie Venete in house o in ANAS?" presentata da Alessandro Colautti (AP), primo firmatario, e sottoscritta da Riccardi (FI), Tondo (AR), Violino (Misto), Ciriani (FdI/AN), Zilli (LN) e Sergo (M5S), con la quale si voleva impegnare la Giunta a dare adeguata informativa al Consiglio regionale in merito all'operazione della costituenda Newco, al suo Statuto e ai patti parasociali e inoltre a garantire sia un nuovo modello di controllo analogo diverso da quello congiunto tra tutti i soci della Newco, sia che la Newco non finisca sotto controllo di altre holding autostradali ma rimanga a servizio della Regione Fvg.

Motivo della presentazione della mozione il fatto che ci sia stata una discussione aperta e trasparente sul futuro di Autovie
Venete. Inoltre non tutto il contenuto del protocollo era condivisibile per i promotori della mozione che in particolare ravvisavano l'indeterminatezza di alcune scelte, tra le quali la quantificazione del valore di Autovie e dell'indennizzo di subentro, la non conoscenza delle opinioni dei soci privati in merito all'operazione, la nebulosità del protocollo circa i contenuti dello statuto e dei patti parasociali, la motivazione della rinuncia al controllo analogo da parte della regione Fvg considerato che tale controllo sembra spettare a tutti i tre futuri soci in modo congiunto nonostante la partecipazione maggioritaria del Fvg al capitale della nuova concessionaria.
E e inoltre la mancanza della possibilità che la Regione possa disimpegnarsi dalla nuova società al termine della realizzazione della terza corsia; il ruolo di Friulia nell'emissione di obbligazioni da parte della nuova concessionaria; il luogo in cui verranno versate le imposte da parte della nuova società, anche in qualità di sostituto d'imposta; il latente conflitto di interessi tra ministero delle Infrastrutture, chiamato a stabilire il valore di subentro in Autovie, e Anas che ha tutto l'interesse a pagare il meno possibile per subentrare ad Autovie.

Prima del voto, l'intervento della presidente della Regione, Debora Serracchiani, che alla fine ha invitato i proponenti al ritiro - non accolto - della mozione.
«Molti punti contenuti nella mozione non hanno le criticità rilevate» - ha esordito la presidente della Regione Debora Serracchiani concludendo il dibattito. «Rispetto alla quantificazione del valore di Autovie Venete - ha informato l'Aula - assieme alla Regione Veneto, è stata presentata al Tribunale di Trieste istanza per la designazione di un esperto che dovrà determinare il valore delle azioni, esperto individuato nella persona di Mario Giamporcaro, dottore commercialista, a garanzia di trasparenza e imparzialità di questa operazione».

«È ragionevole pensare - ha aggiunto Serracchiani - che il valore delle azioni non si discosterà in maniera sensibile da quello del suo patrimonio.Quanto al valore dell'indennizzo, sarà determinato dal ministero delle Infrastrutture e sul rapporto con i soci privati sarà determinante ciò che stabilirà l'esperto chiesto al Tribunale».

Vi è poi nella mozione una richiesta riferita all'atto costitutivo e allo statuto della nuova società: per questo è in atto un lavoro di gruppo che vede assieme gli uffici tecnici e i soggetti coinvolti.
La presidente Serracchiani ha quindi rimarcato la necessità di dotarsi della terza corsia, «perché interessa un tratto stradale con traffico in crescita, perché si tratta di un asse importante e strategico per raggiungere il centro e l'est europeo». «Vanno in questa stessa direzione - ha precisato - gli ingenti investimenti per velocizzare la rete ferroviaria esistete, ma anche per recuperare alcune tratte e per ottimizzare molto di quello che c'è già».

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Sul luogo dove verranno versate le imposte ha ribadito che «la nuova società avrà sede legale a Trieste e quindi che saranno
introitate dalla Regione Friuli Venezia Giulia.Rispetto ai costi, non era pensabile che un'opera straordinaria fosse realizzata con fondi ordinari e la legge vieta anche il suo finanziamento solo con i pedaggi».
È stata quindi cercata un'alleanza innanzitutto col Governo italiano e con l'Unione europea e il fatto che un finanziamento di 600 milioni provenga dalla Banca europea degli investimenti è il riconoscimento del valore strategico dell'opera.

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