Immunodeficienza primaria, Novelli (FI): «La Regione spenderà quasi 53mila euro a paziente per "i viaggi della speranza"»

I pazienti saranno costretti ad andare a curarsi all'ospedale di Feltre a seguito del trasferimento dell'unico medico specialista

Roberto Novelli

«52.729 Euro a paziente: è questo il conto della spesa che si vedrà addebitare la Regione Fvg per l’assistenza e la terapia di un anno per ogni singolo paziente affetto da immunodeficienza primitiva costretto a curarsi all’ospedale di Feltre in Veneto, dopo la partenza dello specialista, dottor Marco De Carli, dall’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine».
Ad affermarlo il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli, a seguito della denuncia di una paziente che ha iniziato i cosiddetti pellegrinaggi della salute.

«Dal 1 aprile – rileva Novelli – con il trasferimento del dott.De Carli in Veneto (dove ha vinto un concorso), l’Ospedale di Udine è rimasto sprovvisto di specialisti in immunologia. Qual è stata la risposta dell’amministrazione regionale agli oltre 80 pazienti in cura? Che sono stati presi contatti con il Centro di Padova per assicurare la prosecuzione delle terapie. In altre parole si sollecitano i pazienti a fare viaggi della speranza (che peraltro non tutti possono permettersi sia per questioni di salute che economiche o di organizzazione) per andare a curarsi in Veneto».

«Un’opzione che costerà cara alle casse della Regione, visto che un singolo viaggio della salute ha visto un impiego di 3.042,10 Euro da parte del Servizio Sanitario Regionale. Se moltiplichiamo la cifra per il numero delle sedute richieste in media all’anno, si arriva a quasi 53mila Euro per ogni paziente. Senza contare le spese che devono sostenere i malati: di viaggio, di organizzazione, per non parlare dei rischi e pericoli del rientro dovuti agli effetti collaterali della terapia».
«È necessario – conclude Novelli – che la giunta trovi urgentemente una soluzione concreta per questi pazienti, anche perché la spesa ed i disagi causati dall’assenza di un reparto in Immunodeficienza primitiva in regione non sono certo da sottovalutare o da gestire in maniera superficiale».

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