Ostruzionismo e offese in Consiglio: Dipiazza da dei «pagliacci» all'opposizione che abbandona l'Aula (VIDEO)

Per circa 6 ore monologo dell'opposizione contro il "muro" della muta maggioranza

Ancora una volta il Consiglio comunale di Trieste da un pessimo spettacolo di se agli occhi di quei pochi cittadini che hanno assistito ai lavori dell'Aula tra il pubblico o a casa. Lo scorso mercoledì l'assenza di molti membri della maggioranza aveva indotto quelli di opposizione a far rinviare la seduta per mancanza del numero legale abbandonando l'Aula per evidenziare appunto «la mancanza d'interesse per quella che la delibera più importante dell'anno»; oggi invece si potrebbero cancellare tutti i minuti, anzi le ore, ben 6, (e interventi più o meno inerenti all'oggetto), fino a 30 minuti dalle fine, quando ormai erano state superate le 2 di notte.

Sono state sei ore lunghissime quelle che hanno preceduto il momento clou della seduta; sei ore di monologhi dell'opposizione con lunghi e articolati interventi, più o meno attinenti l'oggetto dell'emendamento in discussione, in modo più o meno divertente; sei ore in cui la maggioranza ha solo ascoltato senza mai replicare, neanche a quelle che erano chiaramente provocazioni. Una lotta di nervi che alla fine stava per veder cedere alcuni consiglieri del centrodestra disposti a concedere qualcosa a Pd e 5 stelle in cambio della cessazione dell'ostruzionismo messo in atto con ripetuti interventi (simili nel contenuto) volti ad allungare i lavori del Consiglio.

Una guerra però che però a un certo punto, alle 2 circa, è andata oltre il "non dibattito" politico. Infatti, durante la discussione sul quarto emendamento del Movimento 5 Stelle, che chiedeva di porre a Bilancio 30 mila euro per agevolazioni sulla tassa rifiuti delle piccole imprese (erano state già bocciate le cifre più alte come 50 e 40 mila euro), è intervenuto per l'ennesima volta il dem Marco Toncelli e il sindaco Roberto Dipiazza ha perso la pazienza lasciandosi scappare un «pagliaccio»; quando gli è stato fatto notare che era in Aula, il primo cittadino ha replicando «vuoi che andiamo fuori un attimo?». L'epiteto e quella che è stata percepita come una minaccia da parte del consigliere e i colleghi Pd (con l'appoggio del resto dell'opposizione) ha indotto Toncelli prima a indire una riunione dei gruppi di opposizione e poi, una volta bocciata la mozione d'ordine, a chiedere ufficialmente le scuse del sindaco.

Nonostante l'invito del presidente Marco Gabrielli a mantenere i toni bassi, Roberto Dipiazza ha replicato duramente al consigliere del Partito democratico: «Dovreste chiedere scusa voi per come vi siete comportati questa sera», ha detto il primo cittadino. A questo punto l'opposizione in toto ha abbandonato la seduta e alla maggioranza non è rimasto che bocciare tutti gli emendamenti e ordini del giorno (salvo due fatti propri dal sindaco) e approvare il Bilancio uscendo così dalla gestione provvisoria: «Ringrazio la Giunta e in particolare l'assessore Giorgio Rossi e il dottor Di Maggio - ha concluso il sindaco Dipiazza -. Una serata difficile in cui abbiamo ascoltato tante cose non vere; la città sta correndo e vi ringrazio per la vostra costanza e presenza, andiamo avanti così». 

Tornando al tema politico, per tutto il tempo dei loro interventi, l'opposizione aveva criticato la Giunta di aver preparato un Bilancio che non facesse intuire il progetto o la visione della città in prospettiva. Trentadue gli emendamenti presentati, tra cui uno sul Centro congressi da vincolare a Esof (e quindi il non esborso se la costruzione dovesse concludersi oltre il 2020), ma soprattutto critiche per la vendita delle azioni Hera per «ordinaria manutenzione e non opere straordinarie».

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