Pahor a Tajani: "Un libro comune per le scuole italiane e slovene"

Il presidente sloveno a Bruxelles esorta il presidente dell'Europarlamento a conciliare i punti di vista su esodo e foibe, seguendo "l'esempio dei tedeschi e dei francesi"

Dopo le polemiche in occasione del Giorno del Ricordo, il presidente sloveno Borut Pahor e quello dell'Europarlamento Antonio Tajani si sono confrontati sul tema. In particolare, come rivela TV Capodistria citando l'agenzia stampa STA, Pahor ha consegnato a Tajani la relazione della comissione storica italo-slovena pubblicata nel 2000, che illustra i rapporti intercorsi tra le due nazioni dal 1880 al 1956.

La relazione della commissione storica

Il presidente sloveno ha ricordato che la relazione era stata redatta per promuovere il processo di riconciliazione in tutta Europa. "Lubiana allora approvò questo documento - ha aggiunto Pahor - mentre Roma non lo considerò".

Un testo unico

Sulla base di questo documento, Pahor ha proposto di riportare in auge il documento al fine di realizzare un volume di testo comune per le scuole italiane e slovene, seguendo "l'esempio dei tedeschi e dei francesi". Il presidente del Parlamento Europeo ha accettato il documento, ringraziando e dichiarando di volerlo studiare.

Superare il passato

Il portavoce di Tajani Carlo Corazza ha detto: "nessuno difende il fascismo concordiamo pienamente sul fatto che bisogna superare il passato e guardare al domani. Il senso dell'Europa unita è questo"

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Piazza Sant'Antonio "musicale", da Londra arriva il progetto da sogno

  • Brutto incidente a Servola, quattro persone all'ospedale

  • Come coltivare in casa l'aloe vera, una pianta dai mille benefici

  • Auto divorata dalle fiamme in garage a Valmaura, una testimone: "Ci dormiva gente, lì sotto c'è anarchia"

  • Migliori gelaterie d'Italia: due coni per Jazzin e Soban, menzione per Zampolli

  • Triestina-Cesena 4 a 1 | Le pagelle: poker servito, il Rocco: "Vi vogliamo così"

Torna su
TriestePrima è in caricamento