Porto Vecchio, grido d'allarme di Roberti (Lega): «Non sia svenduto agli speculatori edilizi»

Il candidato sindaco e segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti interviene nuovamente sul dibattito relativo al futuro di Porto Vecchio: «Non condivido quanto dichiarato dall'architetto Semerani per quanto concerne la riconversione dell'area del vecchio scalo giuliano in un centro residenziale»

«Porto Vecchio non venga svenduto agli speculatori edilizi». Il candidato sindaco e segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti interviene nuovamente sul dibattito relativo al futuro di Porto Vecchio.

«Non condivido quanto dichiarato dall'architetto Semerani - spiega - per quanto concerne la riconversione dell'area del vecchio scalo giuliano in un centro residenziale per oltre 20.000 persone: numeri di pura fantasia che, in ragione del trend demografico, implicherebbero sostanzialmente lo svuotamento di qualche rione esistente oppure l'apertura delle porte all'immigrazione incontrollata».

«Oggi - continua la nota - ci danno inoltre ragione sul fatto che, dopo anni in cui la sinistra ha voluto farci credere che il problema dell'immobilismo in porto fosse dettato dalla presenza del punto franco e dalle questioni inerenti la proprietà, il vero elemento che impediva la ripresa erano i vincoli: una presa di posizione che, specie se fatta per bocca di un esperto come Semerani, già promotore del comitato elettorale di Cuperlo, solleva inquietanti interrogativi sulle reali ragioni dell'operazione di smantellamento di Porto Vecchio messa in atto dal Partito Democratico». pierpaolo roberti lega nord-2

«Il discorso dei vincoli  - ancora Roberti - è vecchio, e noi l'avevamo già sollevato a più riprese: è chiaro che senza una loro revisione non si sarebbe potuto fare niente, ma sorprende che il tema emerga solo ora che non si parla più, come noi vorremmo, di porto e di attività retroportuali, ma di edilizia residenziale».

«A dispetto - sottolinea l'esponente leghista -  di decisioni evidentemente già assunte e di un avviato progetto di progressivo smantellamento dell'area, aprendola a possibili speculazioni edilizie e scempi urbanistici, non ci stancheremo mai di dire che l'unica via per rilanciare la città è investire sul potenziamento del sistema portuale attraverso l'emanazione dei decreti attuativi che hanno impedito un pieno sviluppo dello scalo».

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«Ogni altra soluzione non può che essere figlia di interessi specifici, certamente non in linea con quelli della collettività: un dato - conclude Roberti - ben più preoccupante delle ingenerose dichiarazioni di Semerani sul patrimonio architettonico triestino».

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