Porto Vecchio, un anno di lavoro e le speranze di una rinascita

Il sindaco Roberto Cosolini e il commissario del Porto di Trieste Zeno d'Agostini i protagonisti della conferenza stampa "Un anno di Porto Vecchio, uno sguardo verso il futuro": illustrato il percorso svolto sino ad oggi e le novità che queste nuove prospettive apporteranno al sistema portuale marittimo e alla città stessa

L'eccezionale svolta impressa esattamente un anno fa alle sorti, fino a quel momento apparentemente immutabili, del Porto Vecchio di Trieste; tutte le novità, di conseguenza anch'esse straordinarie, determinatesi poi nel corso del 2015 quale sviluppo di quella prima fondamentale “rottura”; e soprattutto quanto sta avvenendo adesso e quanto potrà avvenire il prossimo anno a ulteriormente trasformare una situazione di cui nessuno, dodici mesi fa, avrebbe potuto prevedere un simile esito: queste sono state le tre “chiavi temporali” e di lettura sulle quali si è imperniata l'odierna conferenza stampa in Municipio su “Un anno di Porto Vecchio, uno sguardo verso il futuro”, tenuta dal Sindaco Roberto Cosolini con il Commissario del Porto Zeno D'Agostino, alla presenza del diretto protagonista di quel primo sblocco della pluridecennale vicenda, il Senatore Francesco Russo, autore di un emendamento “ad hoc” alla Legge di Stabilità 2015 (la n. 190 del 23.12.2014).

Rievocato innanzitutto – di fronte a un pubblico di amministratori, consiglieri comunali, operatori e cittadini interessati – il "blitz" dell'anno scorso con il quale si aprirono le danze della sdemanializzazione – come ha scritto, con una quanto mai efficace espressione, Cosolini in una sintetica brochure riassuntiva del percorso che la città sta compiendo su questo terreno, diffusa per l'occasione e significativamente intitolata, anche qui con un riuscito gioco di parole, “La nascita del Nuovo Porto Vecchio di Trieste” -, il Sindaco ha quindi tratteggiato tutti i successivi passaggi che si sono susseguiti, indispensabili per garantire il formale e preciso transito dell'area destinata al Comune, e ciò a partire dalla basilare sottoscrizione del verbale di accordo e del verbale di individuazione della nuova dividente demaniale; sottoscrizione che avvenne il 9 luglio scorso in Porto Vecchio, in un'atmosfera improntata a uno spirito di nuovo inizio e alla presenza delle massime autorità cittadine e regionali.

«Da allora si è ancora fortemente lavorato – ha spiegato poi il Sindaco – in primo luogo per creare in Comune la struttura specifica specializzata in grado di gestire tutti i complessi procedimenti tecnico-amministrativi necessari a dare piena attuazione al grande progetto di restituzione del Porto Vecchio alla città; struttura che si è subito attivata anche andando a costituire una cabina di regia mista con l’Autorità Portuale, un ulteriore sottogruppo di lavoro per la gestione delle pratiche tavolari e catastali, iniziando così anche le complesse attività di rilievo e traduzione in mappa per il completamento del libro fondiario, l’intavolazione in capo al Comune dei beni immobili, delle aree e delle opere del Porto Vecchio».

Ma anche, nel contempo, avviando il procedimento per l’individuazione di un consulente strategico di primario livello globale con esperienze internazionali maturate nel settore della valutazione e programmazione strategica di interventi di trasformazione immobiliare a scala urbana, al quale affidare la redazione delle linee guida più adeguate per l’impostazione del Piano strategico finale per la valorizzazione, attrazione di investitori e/o miglior collocazione sul mercato delle aree del vecchio Porto. E siamo proprio con ciò arrivati al giorno d'oggi, con la fresca notizia che, a seguito del Bando emanato dal Comune, per il suddetto ruolo di consulente strategico o “advisor” sono pervenute ben 12 offerte che ora saranno attentamente vagliate e selezionate in vista di una scelta per l'affidamento dell'incarico che potrà avvenire entro gennaio.

«Offerte – ha rimarcato su questo punto il Sindaco – che, va detto, si configurano, come auspicavamo, tutte di altissimo livello quanto a capacità progettuale e caratura internazionale anche per quanto concerne i contatti nell'ambito economico e finanziario». Si attende intanto l’emanazione, che potrebbe essere prossima, dei provvedimenti di competenza del Commissario di Governo quanto al trasferimento ad altre aree del regime giuridico internazionale di punto franco.

«E comunque va detto – ha osservato ancora Cosolini – che quanto abbiamo fin qui fatto, tutti noi, ovvero i diversi Enti e Amministrazioni coinvolte e che stanno cooperando a questa grande opportunità che sarà utile non solo per la città ma per un ben più vasto territorio, si è svolto in modo davvero molto rapido, con una velocità e funzionalità veramente incoraggianti, e forse sorprendenti ove si considerino i normali tempi medi di azione delle varie Amministrazioni pubbliche in Italia».

«Abbiamo dunque tutti lavorato bene nel 2015 e vogliamo ancora migliorare e accelerare su questa partita nel 2016» ha affermato ancora il Sindaco, spiegando anche che, una volta effettuata la scelta dell'advisor incaricato di stendere le linee guida per la redazione del Piano strategico globale per il riutilizzo dell'area, «a quel punto, prevedibilmente verso marzo, provvederemo a coinvolgere in questo ridisegno che riguarda il futuro di tutti tutto il corpo vivo della città, le associazioni, le categorie e realtà economiche, financo i singoli cittadini in un confronto pubblico che sarà molto importante per stabilire la fisionomia finale di questo nuovo grande rione di una città che ha più volte dimostrato di sentire l'area del Porto vecchio come propria».

«Passando attraverso tutti questi necessari percorsi e opportune verifiche – ha concluso il Sindaco – contiamo di poter giungere nell'estate del 2016 alla formale consegna delle aree alla Città, momento con il quale ogni aspetto di custodia, vigilanza, manutenzione, viabilità all'interno di questo grande 'polmone' passerà alla diretta responsabilità del nostro Comune». Ma non è ancora tutto qui  ha detto infine Cosolini, spiegando che «nel frattempo l'area non resterà in nessun caso dormiente ma sarà presto vivacizzata da interessati mostre e iniziative culturali, ancor prima della Grande mostra storica delle Collezioni di reperti del Lloyd Triestino in fase di preparazione, destinata anch'essa a ricordare a tutti che non solo il passato ma anche le scommesse future di Trieste comunque si giocheranno sul mare, e al mare, in tutte le sue forme e approcci, saranno sempre legate».

Fondamentale poi l'osservazione finale del Commissario Zeno D'Agostino che ha reso noto come le nuove prospettive di riuso del Porto Vecchio stiano, in realtà, esercitando un forte influsso attrattivo di concreti interessi internazionali anche nei confronti del Porto Nuovo e delle sue attività marittime e commerciali! L'”Operazione Porto Vecchio” sta insomma facendo da catalizzatore anche per rinnovati interessi verso tutto il complesso delle capacità, strutture e opportunità offerte dalla portualità triestina, ivi comprese quelle rappresentate dal regime di Punto Franco.

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