La politica "bacchetta" Poste Italiane, Forza Italia "convoca" i vertici

Michele Babuder, in merito alla posta di Servola e Gretta, ha fatto sapere di voler richiedere un'audizione dell'azienda in Comune. Progetto Fvg parla di "amarezza e delusione. E' inaccettabile". Critico il Partito democratico che punta il dito contro il sindaco: "Non è in grado di difendere le necessità della periferia"

Giù le serrande agli uffici postali di Gretta e Servola e migliaia di cittadini senza più il servizio sotto casa. La notizia dell'annunciata chiusura delle strutture in due rioni periferici di Trieste ha lasciato delusi molti triestini e provocato lo strascico della politica locale. Forza Italia accusa Poste Italiane di non aver "minimamente tenuto conto dell'impatto sulla collettività", rimarcando il "servizio universale che deve essere garantito anche a prescindere da sole considerazioni di mercato". Michele Babuder si è detto pronto a richiedere "l'audizione in Comune dei vertici locali della Società". 

Le parole di Giorgio Cecco

Stessa amarezza e delusione che esprime anche Progetto Fvg, attraverso la nota del referente giuliano Giorgio Cecco. "Continuano a togliere presidi importanti per il servizio ai cittadini creando sempre più problemi per le fasce deboli" andando così a creare i presupposti per portare "al degrado intere aree della città". Per Progetto Fvg, la chiusura degli uffici di via dei Carmelitani e di via dei Soncini provocherebbe disagi soprattutto "all'alta percentuale di anziani. Non è accettabile". 

La critica del Pd

Se da un lato il Partito democratico della VII Circoscrizione "esprime profondo rammarico per la scelta di Poste Italiane", dall'altro rincara la dose e prende di mira un presunto silenzio dell'amministrazione comunale. "La chiusura - scrive Daniele Villa, capogruppo dei dem nel parlamentino di Chiarbola-Servola-Valmaura - rappresenta l’ennesimo atto di impoverimento della periferia triestina nel silenzio generale dell’Amministrazione comunale”. Secondo Villa infatti “la Circoscrizione aveva approvato con il voto unanime di tutti i gruppi una mozione del Pd con la quale si chiedeva al sindaco di attivarsi per evitare la chiusura dell’ufficio periferico".

In quell'occasione Poste Italiane avrebbe assicurato "che non si sarebbe proceduto a nessuna chiusura sul territorio triestino 'senza una completa e preventiva condivisione con le competenti autorità'”. Evidentemente l'idea è cambiata in corso d'opera. 

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