Wartsila, 'salvi' 350 posti, USB: "Rischiano le ditte in appalto"

Un presidio di circa 80 persone in piazza Oberdan per l'incontro tra Regione, dirigenza e sindacati, da cui è emerso che non rischiano i lavoratori assunti direttamente. USB: "L'azienda ha 'appaltato' la crisi, che arriverà sulla schiena dei lavoratori dell'indotto"

Non rischiano i lavoratori assunti direttamente da Wartsila ma c'è ancora incertezza su chi lavora nelle ditte in appalto. Questa la sintesi dell'incontro che ha avuto luogo ieri in Regione alla presenza degli assessori Sergio Bini (attività produttive) e Alessia Rosolen (lavoro), alla dirigenza Wartsila Italia e alle sigle sindacali USB, FIM, FIOM e UILM. In piazza Oberdan si è raccolto anche un presidio di circa 80 lavoratori, preoccupati per un'ulteriore taglio di 350 unità. 

Rosolen: "Nessun esubero per i dipendenti diretti"

Un rischio scongiurato come dichiarato dall'assessore Rosolen: "Nessun esubero occupazionale ulteriore previsto dall'azienda per il sito di San Dorligo della Valle/Dolina rispetto a quelli gestiti con l'accordo sindacale dello scorso 25 luglio. Inoltre la conferma dell'importanza strategica dell'impianto giuliano in virtù degli investimenti fatti nell'ultimo triennio e previsti per il 2020. Infine, l'impegno a contenere gli effetti della complessa congiuntura attuale anche con riferimento agli appalti esterni".

Crisi industria, USB: "1000 posti a rischio, presidio il 13 novembre"

USB: "Crisi appaltata"

Proprio in merito a questi appalti esterni, le rassicurazioni di Wartsila non hanno affatto convinto USB, che prima dell'incontro ha avuto un confonto con tutti i capigruppo del consiglio regionale: "Il fatto è che Wartsila 'appalta' la crisi - dichiara il segretario provinciale Sasha Colautti -: la comunicazione è stata laconica, hanno parlato di congiuntura economica, sistema globale e mercato. Da una parte hanno comunicato che non ci sarà un impatto diretto sulle maestranze e sui lavoratori Wartsila e siccome vedono il 2020 come un anno di difficoltà hanno detto che l'impatto potrebbero averlo le ditte in appalto, che già adesso stanno subendo una riduzione. Questa crisi sta arrivando sulla schiena dei lavoratori dell'indotto, questo è un fatto negativo e nella discussione abbiamo chiesto alla Regione di rimanere vigile".

L'impegno della Regione

Riconosciuto dal sindacato l'impegno della Regione, lo stesso assessore Bini ha ricordato i 3 milioni e 500mila euro erogati a Wartsila in passato per l'innovazione e l'efficientamento energetico dell'impianto. "L'assessore Rosolen - ha dichiarato infatti Colautti - ha richiesto all'azienda di esprimersi con dei dati più compiuti e determinati, perché la loro impostazione è stata molto poco chiara e fumosa, soprattutto rispetto alle prospettive future e i carichi di lavoro del prossimo anno, cosa che ci preoccupa molto. È stata tuttavia tolta dal tavolo la preoccupazione per gli esuberi sui lavoratori diretti, ma questo ci lascia soddisfatti solo a metà, rimangono tutte le perplessità sugli aspetti legati ai volumi produttivi del 2020 ed al numero di organici che saranno utilizzati per svilupparli.".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Riccardo Scamarcio in piazza Unità: battibecco con Telequattro e poi le scuse

  • Incidente in strada nuova per Opicina: due minorenni feriti, uno grave

  • Terribile schianto in Slovenia, morto sul colpo un triestino di 89 anni

  • Class action contro il "Sogno del Natale", molti triestini chiedono il rimborso dei biglietti

  • Strada nuova per Opicina, terzo schianto in meno di 24 ore

  • Atti osceni in luogo pubblico in corso Saba: nei guai 58enne

Torna su
TriestePrima è in caricamento