Primo maggio, Lauri (Sel Fvg) critica maggioranza e Pd: «Chi vieta la stella rossa è un poveraccio. Errore non votare "no"»

Il consigliere regionale: «Avere governato bene non basta se poi si dimostra di avere perso l'anima». Cosolini: «Espresso un dissenso netto scegliendo di non partecipare alla votazione»

«Chi vieta l'esposizione della stella rossa, come la nuova maggioranza che governa il Comune di Trieste, è un poveraccio; e che errore non volere dire in Consiglio comunale un "no" a testa alta alla mozione presentata dalla destra». 

Duro il commento del consigliere regionale Giulio Lauri (Sel Fvg) in merito alla mozione passata lo scorso mercoledì in Consiglio comunale che "vieta", chidendo l'intervento di Prefettura e Questura, l'esposizone di «bandiere titiine» durante le manifestazioni per il Primo maggio in città; ancora più dura è poi la critica del consigliere regionale verso quelli comunali del Pd: «Sui 5 stelle nessuno stupore, ma il centrosinistra? Che rabbia il Consiglio comunale di una città medaglia d'oro della Resistenza in cui nessuno ha avuto il coraggio di votare "no": avere governato bene non basta se poi si dimostra di avere perso l'anima, e quando non sai o non vuoi difendere la tua identità, la tua storia, i tuoi simboli, come fai a spiegare a chi dubita che invece un'anima ce l'hai ancora?».

A lui replica l'ex sindaco e ora consigliere del Partito democratico Roberto Cosolini, spiegando che «il centrosinistra ha espresso un dissenso netto scegliendo di non partecipare alla votazione togliendo la scheda proprio per denunciare il carattere strumentale della mozione . E il mio intervento è stato chiaro in proposito: le sintesi giornalistiche purtroppo non lo hanno reso compiutamente».

Oltre al "si" o al "no" infatti, i consiglieri hanno tre possibilità: votare "x" (astenuto), non votare o rimuovere la scheda e quindi non partecipare al voto. Quest'ultima è stata la scelta del gruppo Pd (insiema Maria Teresa Bassa Poropat) perchè «abbiamo scelto di marcare la distanza da una mozione che riteniamo assolutamente strumentale e che rischia di riportarci ancora una volta indietro anziché farci guardare avanti», spiega la capogruppo Fabiana Martini.

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