Programma Fedriga, Da Giau (Pd): «Dimenticati giovani, donne e omosessuali»

«Mancano deleghe a politiche giovanili e pari opportunità, proposte machiste e anticostituzionali sui migranti: la maggioranza di centrodestra ci sta portando molto indietro»

«Nelle linee programmatiche della giunta Fedriga abbiamo sentito frasi ben congegnate e parole ammiccanti, ma poca traccia di contenuti. Certo non se ne può fare una colpa al presidente Fedriga, catapultato controvoglia in questa avventura. Meraviglia piuttosto che la squadra che lo ha sostenuto non sia stata in grado di tradurre in proposte alternative, chiare e credibili, i 5 anni di tormentoni e slogan gridati». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau nel suo intervento sulle linee programmatiche illustrate dal presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga.

Nel suo intervento, Da Giau ha sottolineato in particolare il tema dei diritti e dell'attenzione alle pari opportunità di tutti i cittadini: «Al di là della suadente retorica, gli incisi del discorso del presidente, l'enfasi e la fierezza con cui si è parlato di famiglie naturali, l'uscita dalla rete nazionale antidiscriminazione Ready, sono le prime pietre pesanti che segnano la strada che la maggioranza di centrodestra sta intraprendendo e che tristemente ci porta indietro, molto indietro».

Inoltre, ha detto ancora Da Giau, «non solo gli omosessuali, sono tanti i cittadini che mancano nel programma presentato: i giovani per esempio, le donne. Mancano anche nei fatti per il momento. Le deleghe alle politiche giovanili e alle pari opportunità non sono state assegnate. Una svista o una mancanza di interesse dal momento che le intenzioni di occuparsi in modo significativo di alcuni altri temi è stata enfatizzate addirittura con l'istituzione di specifiche nuove deleghe. Istruzione, formazione, ricerca sono introvabili nel programma. Guadagnano però ben quattro righe quattro nel discorso di insediamento».

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«Sono molto presenti però gli stranieri, i migranti. Che sia ignoranza o deliberata intenzione, quelle che nelle linee programmatiche sono indicate come le risposte convincenti sulla gestione dei flussi migratori e che si stanno concretizzando nelle dichiarazione dei giorni passati, sono ancora proposte machiste che rullano diritto e diritti costituzionali, europei, internazionali». E ancora, ha aggiunto Da Giau, «una cosa non abbiamo certo fatto durante il nostro governo: graduatorie del chi viene prima o dopo, perché non è la persona ma l'intensità del bisogno l'unico criterio giusto in base a cui determinare le priorità e sono proprio i bisogni che non trovano risposte che generano disordine e anarchia. Purtroppo abbiamo esperienza di come in questi tempi, sia facile negare evidenze e ragionevolezza piegandole a visioni soggettive puntando sulle paure della gente. Vigileremo quindi su quanto enunciato sul modello di welfare padano che non difende i cittadini ma li mette uno contro l'altro».

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