PSI: «Trieste città turistica abbandonata a se stessa, tra sporcizia e degrado»

È quanto afferma Gianfranco Orel, segretario della Federazione di Trieste del Partito Socialista Italiano: «Considerata la sporcizia, perchè Acegas e subconcessionari non vengono sanzionati per violazione delle norme contrattuali?»

«Trieste contava a metà dell'800 già più di centomila abitanti, e con le sue attività commerciali, le compagnie di assicurazione e di navigazione, era già allora una perla preziosa della mitteleuropa.Il suo pregevole patrimonio architettonico neoclassico e liberty inserito tra significativi resti romani, nonché i successivi risanamenti del centro con edifici tipici dell'architettura fascista, hanno dato alla città un fascino unico: un luogo da visitare nell'estremo nord del "Bel paese"».È quando afferma in una nota Gianfranco Orel, segratario della Federazione di Trieste del PSI

«Tanto che, a memoria, tutti i sindaci dell'ultimo cinquantennio - continua Orel - , Cosolini compreso, hanno fatto del turismo un "imperativo" per lo sviluppo della città; in verità con scarsi risultati rispetto il patrimonio esistente. Basta pensare alla decennale incuria del parco di Miramare e all'incompleta riviera barcolana, con una scogliera praticamente impraticabile se non per gli acrobati..I suoi pretenziosi baracconi di ristoro poi, senza servizi igienici decenti ed i sempre malandati "topolini" sono il simbolo di una zona mare a dir poco di basso rango; uno schiaffo estetico per i turisti, che, dopo aver percorso la bellissima strada costiera, si aspetterebbero alle porte della città di Svevo e Saba insediamenti a mare almeno dignitosi, per una città pretenziosa».

«Chiaramente - sottolinea il segretario della federazione triestina del PSI -  lo status attuale va bene ai triestini abitudinari, quelli della serie basta "Barcola e un scoio"; ma chi ha pensato per Trieste a una Montecarlo dell'alto Adriatico si ritrova ancora nel mondo fantastico dei sogni, pur dopo un "pourparler" di decenni..! Tutti sappiamo che per ovviare a tale stato delle cose sarebbero necessarie risorse ingenti; ci sono però anche delle opere minori (per esempio gettate di cemento tra uno scoglio e un altro come a Parenzo), che migliorerebbero, se non altro, l'usufruibilità e l'igienicità della riviera con costi sopportabili».

«Ma ciò  - spiega Orel - che è veramente triste, nonostante le reiterate proteste dei cittadini, è lo stato di abbandono (a parte piazza Unità d'Italia e piazza della Borsa) del centro storico città, quello che dovrebbe essere con i suoi musei il polo di attrazione per il turismo internazionale.. Mi riferisco principalmente allo stato di abbandono delle zone verdi e delle fontane, che tra l'altro non funzionano! Basta infatti soffermarsi nelle centralissime piazze Libertà, S. Antonio e Hortis..e spontanei sorgono i paragoni con Lubiana, Klagenfurt e Graz, che a confronto sembrano dei giardini paradisiaci! Tra l'altro queste città, ancora negli anni 80, erano state coinvolte dal comune di Trieste in un progetto turistico comune, denominato " la via degli Asburgo", sorto anche per bilanciare il potere attrattivo di Vienna e lasciato marcire negli archivi del municipio.Stando così le cose quale turismo pretendiamo di avere con questi biglietti da visita? Può bastare quello congressuale, quello saltuario crocieristico, o quello annuale della Barcolana e della Bavisela? Mi pare assai riduttivo.  Se si aggiunge poi la sporcizia delle strade, con migliaia di cicche lungo i marciapiedi (a cominciare dalle centralissime Largo Barriera, via Giacinto Gallina, piazza S.Giovanni, via xxx Ottobre, il canale, ecc. ecc.) si ha il quadro completo della situazione: una tristezza, altro che mitteleuropa».

«E pensare - conclude Orel - che il comune dà più di trenta milioni di euro all'Acegas (di cui è socio di maggioranza) per l'asporto dei rifiuti e per lo spazzamento, con un costo pro capite tra i più alti del nord-est! Mi domando, visti i risultati, perchè l'Acegas e i subconcessionari non vengono sanzionati per violazione delle norme contrattuali?  Come ultima soluzione, ma scherzosamente, c'è anche il fai da te: le squadre di volontari di quartiere. Per chi scopa meglio "spritz" finali a gogò e per tutti diplomi di partecipazione; potrebbe anche essere una nuova specialità sportiva da inserire nel pallio dei rioni. Ma l'amministrazione comunale è fatta da persone serie e troverà sicuramente soluzioni confacenti; le prossime elezioni amministrative sono in vista».

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