Usb, raccolta firme contro il pareggio in bilancio e per un referendum sui trattati UE

"Si tratta del futuro di tutti noi e della possibilità di uno sviluppo più libero accompagnato dall'affermazione dei diritti dei lavoratori"

In tutto il Paese attivisti del sindacato USB e dell'organizzazione politica Eurostop stanno da giorni raccogliendo le firme necessarie per due leggi di iniziativa popolare. Si tratta di leggi per le quali sono necessarie 50 mila firme di cittadini e che il parlamento deve esaminare entro tre mesi. Il sindacato USB propone due leggi costituzionali per l'abolizione della regola del pareggio di bilancio e la possibilità di indire referendum sui trattati europei.

"È da anni che sentiamo dire “ce lo chiede l'Europa” ogniqualvolta vengono messe in atto politiche antipopolari di tagli al welfare, all'istruzione e alla ricerca, al sistema pensionistico nonché ai bilanci degli Enti locali. È vero, la burocrazia di Bruxelles impedisce l'attuazione di politiche sociali più coraggiose poiché ritiene, nello spirito del liberalismo più spinto, che la gente debba risolvere i propri problemi servendosi dei servizi offerto dai privati". Ha spiegato l'Usb in una nota stampa.

"Così capita che i comuni non abbiano i soldi necessari per la riparazione delle scuole, per il trasporto pubblico, perché lo stato gli nega i fondi e non possono prenderli in prestito. O meglio, possono anche cercarli, ma per restituirli hanno due possibilità: o nuove imposte e tasse oppure tagli alle spese per i servizi a disposizione dei cittadini. Un circolo vizioso dal quale l'Italia, come altri stati, non riesce a divincolarsi causa l'art.81 della Costituzione in cui è stato inserito qualche anno fa il principio del pareggio di bilancio (fiscal compact)".

"USB ed Eurostop ritengono che l'articolo 81 della Costituzione vada modificato affinché lo Stato abbia il diritto di ottenere prestiti per grandi opere e la modernizzazione di tutta l'infrastruttura il che può provocare a medio termine anche nuova crescita economica e nuovi posti di lavoro".

"Lo sviluppo economico dell'Italia e di altri paesi mediterranei - scrive la nota - è frenato anche dalla rigidità dei trattati europei. Oggi lo riconoscono tutti, ma non sanno come fare, dato che la costituzione italiana impedisce referendum sui trattati internazionali. Ma nel caso dell'UE va fatta, secondo i promotori, un'eccezione poiché i trattati UE in realtà condizionano lo sviluppo interno di ognuno dei paesi membri. Perciò l'USB propone si faccia un referendum consultivo, come quello già effettuato nel 1989 dall'Italia ed altri paesi per l'adesione al mercato comune".

"Può sembrare complicato, ma in realtà si tratta del futuro di tutti noi e della possibilità di uno sviluppo più libero accompagnato dall'affermazione dei diritti dei lavoratori".

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I moduli per firmare le proposte di legge popolare si trovano nei Municipi di Trieste, Muggia, Monfalcone e degli altri comuni del carso triestino.L'USB raccoglierà le firme anche sabato 27 ottobre ed il 10 novembre in Campo san Giacomo tra le 9.30 e le 12.30. E' necessario un documento di identità.

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