Regolamento polizia urbana, Pd: «Strumento inefficace: fioccheranno ricorsi»

I membri del Partito democratico, insieme a Insieme per Trieste, criticano aspramente il nuovo testo passato in Consiglio comunale con il loro voto contrario

«Il nuovo Regolamento di Polizia Urbana ha ricevuto il nostro voto contrario perchè, riconoscendo che effettivamente è uscito dall'aula molto diversamente da come era entrato, tuttavia ci sono aspetti che non possiamo condividere. Un Regolamento che esaspera in maniera eccessiva il decoro con conseguente accanimento sulle vittime delle disuguaglianze sociale». Così la capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale Fabiana Martini apre la conferenza stampa del Pd e Insieme per Trieste sul nuovo testo approvato nella notte tra giovedì 9 e venerdì 10 marzo in Consiglio comunale. 

«Abbiamo anche dovuto dare un messaggio alla Giunta e maggioranza rispetto alla nostra capacità di stare in aula tutto il tempo necessario per ammorbidire certe questioni come l'articolo 6 sulle biciclette, perchè anche in una città come Trieste sono 3500 le persone che la scelgono per spostarsi e in aumento e il cicloturismo - ha sottolineato Martini -. In particolare abbiamo portato a casa gli emendamenti sul comma 1 e 3».

«Nella discussione generale avevo coniato il termine "muscolare" perché si poneva più a punire che a gestire la vita pubblica - ha esordito Maria Teresa Bassa Poropat (Insieme per Trieste) -. Per fortuna molte questioni sono state limate. Ripeto che il regolamento deve interpretare al meglio i bisogni dei cittadini. Le sanzioni per i vandali, che ovviamente condanno, molto probabilmente non verranno incassate perché incideranno in modo molto rilevante sulle tasche delle famiglie. Mi chiedo se si voleva lanciare un messaggio o regolamentare». 

«Abbiamo ottenuto risultati diretti con le biciclette e l'abbassamento di sanzioni, altri in modo indiretto perché sono state riprese le nostre parole in emendamenti della maggioranza. Ma questo Regolamento si rivela secondo me inefficace perché si affrontano troppe questioni come occupazione suolo pubblico o regolamenti condominiali dando un incentivo ai cittadini a chiamare la Polizia locale a intervenire su questioni che potrebbero essere risolte diversamente; questo implicherà ovviamente che la Polizia locale dovrà tralasciare alcuni aspetti più importanti. Inoltre - conclude il intervento Giovanni Barbo (Pd) - sono rimasti concetti equivocabili come decoro e bivacco. La maggioranza continua a essere schiava di un partito».

«Uno strumento inefficace di cui si accorgeranno i cittadini trovandosi davanti vari testi sovrapposti, ma del l'efficacia applicativa si accorgeranno anche gli operatori per il testo interpretabile - ha sottolineato Laura Famulari (Pd) -. Non potremo più affiggere striscioni, come per esempio quelli "Verità per Giulio Regeni" non potranno più essere appesi neanche in casa propria. Con l'emendamento approvato sull'"accattonaggio" si elimina la sanzione per chi da l'elemosina, ma reintroduce il mero accattonaggio mentre la legge nazionale vieta l'accattonaggio molesto: credo fioccheranno ricorsi». 

«Un'amministrazione che dopo aver dimostrato anche su temi importanti di non saper dialogare con le istituzioni che la circondano (Regione e Procura) o imprenditori (Arvedi), ora va a rompere anche un legame con i cittadini - avverte Marco Toncelli (Pd) -. Con azioni puramente dimostrative finge di stare dalla parte dei cittadini ma ora mettendo nero su bianco dimostra di non saper affrontare le situazioni con soluzioni attuabili». 

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